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La Cittadella di Torino (sitadela 'd Turin in piemontese) è stata una fortezza pentagonale sabauda, ubicata lungo l'antica cinta muraria di Torino, posta a sud-ovest rispetto al centro cittadino. Eretta nel periodo 1564-1577, su disegni di Paciotto, fu commissionata dal duca Emanuele Filiberto. Attualmente, dell'antica fortezza sopravvive solamente il cosiddetto mastio, ossia l'edificiio di ingresso a due piani della fortezza stessa. L'edificio, a causa delle elevate condizioni di degrado dei vari componenti architettonici e strutturali, è solo parialmente utilizzato quale sede del Museo Nazionale di Artiglieria e, occasionalmente, come sede di mostre estemporanee (esempio World Press Photo e "Senzatomica"). Il Museo è attualmente gestito dal Comando Militare RCF Interregionale Nord dell'Esercito Italiano, in qualità di proprietario delle collezioni e gestore dell'attività museale. Tuttavia, il proprietario titolare risulta essere il Comune di Torino, avendo ricevuto il sito in concessione da parte del demanio. Il progetto di monitoraggio ha visto come obiettivo quello di capire la realtà del sito in oggetto, quali potenzialità e risorse esso possa rappresentare per la cittadinanza, sia in termini di attrattività turistica, sia per la storia dell'evoluzione urbanistica della città. La comprensione dell'impatto del finanziamento sul territorio, soprattutto di quello fornito dall'Unione Europea attraverso il F.E.S.R., si è rivelato un obiettivo fondamentale, per capire se esso sia ritornato alla città in termini di attrazione turistica, con l'utlizzo della promozione culturale orientata allo sviluppo della dinamica economica imprenditoriale circostante. La struttura viene considerata come l'insieme di due parti da ristrutturare: la parte cinquecentesca del Mastio è stata completata e recuperata con successo per la predisposizione a parte museale; il "Padiglione Italia '61", la cui ristrutturazione viene considerata parte fondamentale del progetto di riqualificazione, non è stato ancora totalemte ristrutturato a causa della mancanza di una parte del finanziamento regionale. Tale spazio sarebbe stato dedicato alla parte di museum services, che tuttora manca e che impedisce l'apertura del polo museale vero e proprio.
Le previsioni del nuovo Stadio del Pescara dicono che sarà pronto tra il 2020 e il 2021, conterà 20.700 posti a sedere e si svilupperà su una piazza coperta, con 1600 parcheggi suddivisi su 4mila metri quadrati. Sono alcuni dei numeri del Pescara Arena, nome provvisorio del nuovo stadio della città di Pescara. A completare l’opera, un’imponente mole di infrastrutture: tra queste, 20mila metri quadrati di spazi commerciali e nuova fermata ferroviaria dedicata allo stadio del Pescara. Il progetto costerà oltre 100 milioni di euro, ai quali hanno dato il proprio contributo solo investitori privati, tra i quali i 70 milioni stanziati dalla società Proger. Dal 2021 tutte le strutture in Italia dovranno fare i conti con le norme UEFA che diventeranno cogenti. E’ questa la principale leva che ha spronato il Pescara Calcio a farsi promotore di un nuovo stadio sviluppato con Proger e con l’architettura di Giovanni Vaccarini. Se inizialmente la società sportiva pensava di poter adeguare lo stadio Adriatico disegnato da Luigi Piccinato a fine anni ‘50, in ragione dei vincoli della sovrintendenza sullo stadio e la pista d’atletica, si è optato per una nuova strutture a un chilometro da quella esistente.
Il nostro percorso con il progetto opencoesione è iniziato a Dicembre, assistiti dalla Prof.ssa Vantaggiato docente di matematica, insieme ad un' esperta del settore Roberta Cafarotti, che ci hanno illustrato in cosa consisteva il progetto. Da qui la divisione in diversi gruppi, ciascuno dei quali focalizzato sui rispettivi ambiti del progetto. Con la pubblicazione delle diverse lezioni siamo riusciti a contattare il presidente del Comitato 31 Gennaio ed Erasmo D'angelis, che incontreremo l' 8 maggio 2015 a Palazzo Chigi. Precedentemente, ci siamo recati a Prima Porta dove abbiamo intervistato Francesco Mangone (Comitato 31 Gennaio) che ci ha spiegato le problematiche riguardo il dissesto idrogeologico nella zona di sua competenza.
Abbiamo scelto di monitorare un'opera realizzata nel nostro territorio, la centrale di teleriscaldamento dell'ospedale Santa Maria del Prato di Feltre, la nostra città.
Il Progetto scelto riguarda fondi europei destinati alla Protezione Civile del Comune di Vico Equense per:·    ACQUISTO BENI E SERVIZI - STUDI E PROGETTAZIONI (INCLUDE REALIZZAZIONE DI APPLICATIVI INFORMATICI)·    INCLUSIONE SOCIALE - ALTRE INFRASTRUTTURE SOCIALI
ll monitoraggio del Festival del peperoncino , che da 25 anni si svolge a Diamante ci ha particolarmente coinvolto in quanto si tratta di un importante evento  che ha risonanza nazionale ed internazionale. Il festival è finanziato per il 60% dal POR CALABRIA-FERS e per il 40% da privati . L’Accademia del Peperoncino  organizzatrice del Festival ha infatti 2000 soci, riceve inoltre finanziamenti sotto forma di sponsorizzazioni da aziende private e dalla lotteria  che viene organizzata ogni anno. Questo è possibile,   grazie alla struttura organizzativa dell’Accademia Italiana Del Peperoncino, che ha 95 sedi in Italia  e 22 all’estero. Nella nostra ricerca ci siamo occupati del finanziamento avuto nel Periodo 2012-2014 dal POR CALABRIA FESR2007-2013.ASSE V “Risorse naturali culturali e turismo sostenibile”.In particolare, la Giunta regionale con delibera n.5 del 3 gennaio 2012 ha proceduto alla programmazione delle risorse disponibili sulle linee di intervento 5.2.3.1 definendo la formula del festival quale modello attuativo dei nuovi eventi culturali innovativi a valenza triennale 2012-2014 con la denominazione “Calabria terra di festival”. L’Accademia Italiana del Peperoncino con sede a Diamante si è classificata al primo posto della graduatoria di merito per il tematismo Enogastronomia con il Progetto denominato ”Peperoncino festival/Vacanze piccanti nella riviera dei cedri” ottenendo un finanziamento di € 343421,55 pari al 60% delle spese sostenute per l’intero progetto, risultanti in base alla documentazione allegata in € 575,214,34.(Burc. n.17 del 19 febbraio 2016 ) Il finanziamento è stato erogato nella sua interezza La regione Calabria ha liquidato all’Accademia del Peperoncino la somma di € 170,921,55 a saldo sul contributo assegnato di € 345.000.00 con decreto del Dirigente di settore  26 maggio 2015 prot. N, 349 pubblicato sul burc n.17 del 19 febbraio 2016 Il festival ricopre un ruolo fondamentale per lo sviluppo del territorio, basti pensare alla crescita del numero dei turisti ( 35% delle presenze stimate) e dei visitatori ( 65% delle presenze stimate )in un periodo di elevata destagionalizzazione quale la seconda settimana di settembre. L’evento determina una buona spesa turistica che si tramuta in un arricchimento per le strutture presenti del territorio. Lo scontrino medio del visitatore è di circa 30 euro ( partecipazione senza pernottamento) quello del turista circa euro 80, posti letto disponibili nell’area bacino di utenza dell’evento n. 25.000, copertura dei posti disponibili nel periodo di svolgimento dell’evento 79%, presenze registrate complessivamente n. 220.000, popolazione residente nell’area oggetto di esecuzione dell’evento 540.000, risorse umane impegnate con contratti formalizzati nell’attuazione dell’iniziative n.40 , durata media dei contratti formalizzati con il personale n.6gg, convenzioni attivate con gli operatori turistici n.24, sponsor presenti n.50, durata dell’evento 5gg, uscite su testate locali  nazionali  e internazionali n.38. Dati del monitoraggio festival del peperoncino2016 effettuato con la somministrazione di questionari rivolti ai partecipanti e ai titolari di attività produttive da parte dell’Accademia del Peperoncino.
Il progetto “Riqualificazione di via Toppi” è stato attuato dal Comune di Chieti per promuovere l’attrattività e la competitività territoriale, nonché la vivibilità stessa della zona, e per migliorare una situazione ambientale particolarmente degradata sotto il profilo urbanistico. Il costo del progetto è stato complessivamente di € 400.000,00 ed è stato coperto per € 357.170,00 con finanziamenti FESR, mentre alla cifra rimanente ha provveduto l’amministrazione stessa attraverso l’utilizzo di fondi residui da altre attività. In particolare si sono realizzati un sistema di arredo urbano che valorizza l’area, un nuovo impianto di illuminazione pubblica, una nuova rete di videosorveglianza e un percorso pedonale per il transito in sicurezza dei pedoni. 
La Biblioteca del Comune di Noci ubicata dal 1967 al 2006 presso il Chiostro delle Clarisse ora ha sede presso l’ex convento dei Cappuccini grazie alla valorizzazione della struttura storica avvenuta mediante denaro pubblico. Il primo finanziamento di 927.440,02 è stato gestito dal Soggetto Programmatore Regione Puglia attraverso il programma Area Vasta Valle D’Itria (Asse IV- Linea d’intervento 4.2 Deliberazione G.R. 917/2009) che ha consentito ad alcuni Paesi compresi della predetta area geografica di potersi avvantaggiare di quei Fondi Europei che la Regione Puglia ha assegnato al programma di Area Vasta, di cui Noci fa parte, al fine di una più oculata realizzazione degli obiettivi Europei. Il Piano Strategico Valle D’Itria include i comuni di Cisternino, Martina Franca, Locorotondo, Alberobello, Noci, Putignano, Castellana Grotte e Monopoli che ne è capofila perché è il Comune più grande. Nel Piano Strategico sono contenute le caratteristiche del territorio e le strategie per la crescita dello stesso. I comuni si sono riuniti per raggiungere insieme un accordo politico. Il 13 maggio 2008 fu stilata una convenzione tra questi costituendo il Piano Strategico Valle D’Itria che fu inviato in Regione e approvato il 26 gennaio 2009. Il nome dato all’Area Vasta intendeva rappresentare una grande area già nota a livello nazionale; la scelta del logo riprende una grande attrazione turistica di uno di questi paesi: il trullo. Il Dr Carrieri del Comune di Monopoli-Segreteria Area Vasta della Valle D’Itria, intervistato in data 24 gennaio, ci ha spiegato che gli organi ufficiali del Piano Strategico sono: l’Ufficio di piano che svolge funzioni di raccordo tra tutti gli Organi del Piano; e il Consiglio di piano composto dai Sindaci degli 8 Comuni interessati e dai Presidenti delle Province di Bari, Brindisi e Taranto, ed è presieduto dal Sindaco del Comune di Monopoli e ha funzioni di indirizzo politico. Il 28 dicembre 2009 la Giunta Regionale approvò con una Deliberazione il finanziamento del “Programma Stralcio Area Vasta Valle d’Itria”. Ci siamo chiesti: come sono confluiti e come sono stati spesi a livello locale? In base alle esigenze dei Comuni i fondi sono stati divisi nei vari assi d’intervento. In particolare fra il 2009 e il 2013 il Comune di Noci ha ricevuto 2.834.052,23 Euro e sono stati assegnati alla linea 2.4 asse che ha finanziato le scuole per l’energia (scuola elementare Positano e Cappuccini); alla linea 4.2 per l’aspetto culturale (ex convento Cappuccini) e la linea 6.2 che ha finanziato le zone industriali.   Il secondo finanziamento per la ristrutturazione dell’ex Convento dei Cappuccini di Noci oggi Biblioteca comunale ammonta ad un totale di 149.922,90 euro: è stato erogato per il 68% dall’Unione Europea, per il 20.40 % dalla Regione Puglia e per l’11.60% dal Fondo di Rotazione. Al momento i pagamenti effettuati corrispondono al 100% dei fondi stanziati. Il progetto scelto viene classificato come infrastruttura soggetta ad un ampliamento che ne ha specificato la funzione. L’obiettivo è quello di valorizzare le risorse naturali e culturali per l’attrattività e lo sviluppo del territorio. L’accesso al secondo finanziamento e l’utilizzo delle relative somme è stato possibile grazie al comportamento virtuoso della nostra Amministrazione Comunale. L’incontro con il nostro Sindaco ci ha permesso di comprendere il meccanismo della premialità che in concreto ha consentito l’ottimizzazione della Biblioteca Comunale. A questo proposito abbiamo compreso che la programmazione regionale su Fondi comunitari, finalizzata alla realizzazione di opere pubbliche, impone tempistiche procedimentali rigorose. Vi è un monitoraggio costante dell’opera pubblica, infatti, quando viene sottoscritto il disciplinare (contratto vero e proprio) con cui la P.A., nel caso specifico il Comune di Noci si impegna nei confronti della Regione ad utilizzare i soldi a disposizione, decorre una tempistica certa: per fare la progettazione, indire la gara e l’esecuzione dei lavori. Molto importante è la rendicontazione: tutto ciò che si spende deve essere rendicontato in maniera precisa perché è su questo meccanismo, e sul relativo procedimento, che scattano i controlli serrati. La sanzione – quando la tempistica non viene rispettata e i controlli non danno esito favorevole – è la revoca del finanziamento che vuol dire che l’Ente si trova a dover restituire le somme. In alcuni casi il ribasso che si ottiene sulla procedura di gara (ribasso che la nostra Amministrazione ha realizzato) e sul costo dell’opera, viene restituito e non c’è possibilità di recuperarlo perché tale somma residua confluisce in un ulteriore Fondo che servirà a rifinanziare altre opere pubbliche. In altri casi scattano i meccanismi di premialità. Se l’Ente è stato virtuoso, preciso e puntuale nella realizzazione dell’opera ha: o la possibilità di utilizzare il ribasso d’asta o, come in altri casi in cui queste somme residue - reinserite nel Fondo utile a rifinanziare altre opere pubbliche -  possono riottenersi candidandosi all’ottenimento della premialità. Candidarsi a questo significa dimostrare che tutto il predetto procedimento si è chiuso in modo inappuntabile. Questo è necessario perché i meccanismi di premialità non sono automatici perché la PA rispetto al denaro pubblico utilizzato, e al fine di ottenere la premialità, deve dimostrare quale percentuale ha realizzato dell’opera pubblica con i finanziamenti precedentemente messi a disposizione, e quindi quale rendicontazione c’è (60, 70 o 80%). Così come nel procedimento principale anche nell’utilizzo del ribasso come premialità, o nell’ottenimento di altre somme nuove e diverse sempre a titolo di premialità, c’è bisogno di mantenere parametri che sono assolutamente rigidi che riguardano costi e tempi. La nostra PA è stata tempestiva e precisa nella tempistica e nella rendicontazione al fine di ottenere la premialità dei 149.000,00 euro circa al fine di completare l’opera pubblica.  
Nell’estate del 2014, il fronte del fuoco ha visto SMA Campania fra i principali protagonisti. Oltre alla tradizionale azione di monitoraggio effettuato attraverso il DSS (strumento di supporto alle decisioni) ed il sistema integrato di sensoristica, si è provveduto ad ampliare l'area di prevenzione con le disposizioni per il Fuoco Prescritto, vale a dire la tecnica che si attua con l’applicazione esperta, consapevole e autorizzata del fuoco su superfici pianificate, al fine di eliminare ogni elemento (arbusti e sterpaglie) passibile di combustione. La società ha realizzato inoltre progetti volti al monitoraggio della ‘Terra dei Fuochi’, che comprendono, oltre al pattugliamento del territorio, anche la geolocalizzazione degli eventi attraverso appositi devices in dotazione alle squadre operative e una prima iniziativa di partecipazione civica alla lotta contro i roghi tossici realizzata attraverso un’app dedicata ai cittadini scaricabile su smartphone. Il cittadino diventa partecipe delle attività di monitoraggio. SMA Campania, infatti, ha sviluppato un’applicazione per la popolazione che rende i cittadini “sentinelle” del territorio e mette in condizione gli stessi di interagire immediatamente con il centro operativo regionale per le segnalazioni, ad esempio, dei roghi tossici nella zona della ‘Terra dei fuochi’, cosicché le unità operative d’intervento possano lavorare per la risoluzione delle problematiche segnalate. Attraverso l’app il singolo cittadino può, con un click, scattare la foto di un rogo o di una discarica abusiva e inviarla al centro operativo, che tempestivamente geolocalizza la segnalazione e provvede all’invio di personale autorizzato (vigili del fuoco o di un operatore SMA). La società sta già pensando all’evoluzione di questa piattaforma, sviluppando un sistema GIS che riproduca in mappa tutto lo storico delle segnalazioni sul territorio campano, così da evidenziare zone particolarmente a rischio e sviluppare piani di intervento o politiche di prevenzione insieme alle amministrazioni locali. La tecnologia è uno dei vanti di SMA Campania. L’azienda è dotata di un sistema informativo antincendio boschivo (Siab). Il sistema operativo prevede anche la funzione di mappatura articolata per indicatori di rischio e vulnerabilità; il registro delle segnalazioni antincendio, la gestione degli uomini, dei mezzi e delle strumentazioni utilizzati in fase operativa; le interazioni dei sistemi trasmissivi su un’unica piattaforma eterogenea wireless e cablata. Grazie a queste funzioni risulta semplice l’archiviazione, l’organizzazione e la gestione dei dati sulle aree boschive (inventario forestale regionale, carte forestali, piani di gestione, catasto degli incendi).
La città di Reggio Calabria è dominata da una collina in cima alla quale sorgono due Forti militari facenti parte di un sistema di fortificazioni, attestato sulla prima linea collinare della riva orientale dello Stretto di Messina, comprendente i Forti di Capo d'Armi, la Batteria di Punta Pellaro, i Fortini  collinari di Arghilla' e le Fortificazioni di Matiniti. Furono edificati nel 1896 e sono denominati Batteria Pentimele Nord (Fortino Nord) e Batteria Pellizzeri (Fortino Sud) e hanno protetto la nostra città dagli attacchi via mare fino alla II guerra mondiale. Successivamente la zona dei Fortini è stata abbandonata, diventando un luogo degradato e pericoloso. L'ultimo sfregio risale agli anni 80 quando la zona collinare, per la sua posizione geografica che gode di un'ottima copertura radio, è stata invasa da decine di antenne FM che tuttora sono in funzione ad uso dei grandi network nazionali e locali. A causa dello stato di abbandono la zona, pur essendo vicinissima alla città, non è densamente popolata e non ospita strutture ricettive di nessun tipo (ad eccezione del b&b Giardini di Ausonia) . Il recupero strutturale ed architettonico del Forte Umbertino è  rientrato nei 46 nuovi interventi di restauro nelle regioni dell’Obiettivo convergenza: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Il valore complessivo degli interventi, tutti immediatamente cantierabili, era di oltre 135 milioni di euro. Per la Calabria erano in programma interventi per un valore complessivo di 26,8 milioni di euro. Gli interventi programmati nel territorio calabrese erano 14 e tra questi il Fortino di Pentimele, per il quale fu previsto un intervento di restauro e risanamento  conservativo al fine di ottenerne la valorizzazione e l’integrazione culturale.  Scopo del cantiere era creare all’interno di Reggio Calabria un attrattore culturale turistico che rappresentasse un volano di crescita per le comunità presenti. L’intervento ha previsto, attraverso i lavori di recupero e valorizzazione del Forte, dei percorsi, dei luoghi e dei diversi ambiti di cui si compone l’attrattore, la creazione di un itinerario storico oltre che il miglioramento delle condizioni di sicurezza, accesso e fruibilità.
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