Validato

RECUPERO DEL TEATRO APOLLO DI LECCE

ASOC1617_TEAM_69 -

standard April 15, 2017, 8:29 a.m.

Codice Unico Progetto (CUP)
B87E08000020002
URL OpenCoesione
http://www.opencoesione.gov.it/progetti/1pufe4200024/
Descrizione

Il progetto in esame, relativo al “Recupero del Teatro Apollo di Lecce”, è finanziato dal Fondo Sociale di Sviluppo Regionale in coerenza con l’analisi di contesto che emerge dal Programma Operativo Regionale della Puglia. Esso rientra nell’Asse IV del Programma Operativo, cioè in quello relativo alla “Valorizzazione delle risorse naturali e culturali per l’attrattività e lo sviluppo.” Il soggetto attuatore del progetto è il Comune di Lecce e l'intervento riguarda il restauro e la riqualificazione di una della più pregevoli opere architettoniche della provincia salentina: lo storico Teatro Apollo di Lecce, oramai fermo dal lontano 1986.

L’Ente appaltante richiedeva nel bando per l’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori di restauro e riqualificazione del Teatro,  localizzato nel cuore della città di Lecce, una proposta tecnica migliorativa del progetto a base di gara da valutare ed aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

I lavori di restauro, iniziati nel giugno del 2008, hanno riguardato sia l’esterno, con il consolidamento delle parti murarie e la successiva pulizia di tutte le pareti con l’eliminazione anche di erbacce cresciute nel corso dei decenni, che l’interno del teatro. Recupero conservativo per gli affreschi sui palchi e sul soffitto; recupero degli stucchi, degli elementi in legno e dei capitelli che reggono i pilastri del teatro. Un accurato lavoro ha richiesto anche il recupero del Foyer con gli stucchi realizzati in cartapesta.

Faraonico l’intervento effettuato sul palcoscenico con un’inquadratura di arcoscenico di dimensioni variabili da 8-10 metri per 6,50 e un’area di gioco scenico di 300 metri quadrati. Il tutto meccanizzato con quattro ponti mobili che consentono al palcoscenico di muoversi, e dotato di una pedana di avanscena mobile anch’essa. Il sottopalco agibile è invece di circa 3 metri di profondità. Recuperata anche la cupola del Teatro Apollo, realizzata con una copertura in zinco lavorata direttamente a 25 metri di altezza sulla terrazza del teatro che si affaccia su una delle vie principali della città: via Trinchese. Un tempo la cupola si apriva per consentire un ricambio d’aria nel teatro dove, in passato, era consentito addirittura fumare. Gli infissi interni ed esterni sono stati sostituiti perché del tutto deteriorati dal tempo e gli arredi interni e le poltrone della platea completamente rifatte. Durante i lavori, protrattisi per circa 9 anni, sono stati rinvenuti reperti archeologici di inestimabile valore, il che ha comportato ulteriori stanziamenti di fondi e un rallentamento inevitabile per il completamento dell’opera. Proprio per questo, il teatro ospiterà una sezione museale dove saranno collocati i rinvenimenti archeologici emersi durante gli scavi.

I lavori sono, ad oggi praticamente ultimati, anche se dalle interviste realizzate al Dirigente del Settore Programmazione Strategica e Comunitaria del Comune di Lecce, dott. Raffaele Parlangeli, al Presidente del Consiglio Comunale dott. Alfredo Pagliaro, all’Assessore della Programmazione strategica e comunitaria e delle politiche giovanili, dott. Damiano D’Autilia e al Responsabile Unico del Procedimento, Ing. Giovanni Dell’Anna, è emersa la volontà di sostituire l’asfalto antistante l’entrata principale del Teatro con il basolato e nel foyer sistemare la biglietteria, il guardaroba e la Buvette, al momento mancante.

Dall’analisi condotta, è emersa una discordanza tra il CUP riportato nel progetto lotto 1 dal Comune di Lecce (C27E06000000006) e quello riportato sul sito http://www.opencoesione.gov.it che, invece risulta essere B87E08000020002. Trattasi dello stesso intervento finanziario e, per il soggetto attuatore, il Comune appunto, il CUP corretto è C27E06000000006. Un’altra dissonanza contabile riguarda la percentuale di finanziamento risultante erogata: mentre su opencoesione.gov risulta che i pagamenti effettuati sono pari al 59% con l’ultima tranche erogata nel dicembre del 2012, dai documenti messi a nostra disposizione dal Comune di Lecce risulta che il finanziamento del primo lotto è stato integrato con ulteriori fondi (per lavori ulteriori richiesti in corso d’opera) e che le somme, alla fine, erogate si attestano al 108% rispetto al finanziamento originario.

Giudizio sintetico
Concluso e utile
Stato di avanzamento del progetto sulla base delle informazioni raccolte
Il progetto oggetto del nostro lavoro risulta pressoché completato, la fine lavori effettiva è del dicembre 2016 mentre il teatro è stato inaugurato il 03/02/2017. 
Da notare che la fine dei lavori relativa alla prima tranche di finanziamento (oggetto della nostra indagine) era prevista per il 30/12/2013, tuttavia, l'inatteso rinvenimento di reperti archeologici durante l'esecuzione dei lavori, ha comportato un rallentamento degli stessi e richiesto un ulteriore stanziamento di denaro. Dai dati forniti dal Comune di Lecce, risulta che il finanziamento è stato completamente erogato (addirittura si attesta al 108% per effetto di alcune integrazioni finanziarie) al contrario di quanto risulti sul portale di Opencoesione il cui stato d'avanzamento risulta fermo al 59% (ultimo aggiornamento dicembre 2012).
Risultato del progetto (se il progetto è concluso, quali risultati ha avuto?)

In un territorio ad alta vocazione turistica come il Salento, la "Valorizzazione delle risorse naturali e culturali per l’attrattività e lo sviluppo" non può che costituire uno dei capisaldi della politica locale. La “rinascita” del Teatro Apollo, dopo un lunghissimo periodo di inutilizzo e di recupero della struttura, costituisce certamente una notizia positiva  ed un’emozione grandissima per tutti coloro che hanno a cuore le sorti e la bellezza della città. In queste circostanze l’impiego di ingenti risorse economiche pubbliche è certamente giustificato e da accogliere favorevolmente. Ogni euro speso in cultura è un euro speso per la crescita complessiva della società nella consapevolezza di credere che la cultura non sia un orpello, ma una importantissima leva per la crescita sociale, civile ed economica del nostro territorio. Adesso tocca ai leccesi, ai salentini e ai pugliesi far vivere questo gioiello di bellezza, restituito alla comunità, con progetti che siano all'altezza del suo prestigio e della sua fama.

Punti di forza (cosa ti è piaciuto del progetto monitorato?)

I lavori, nel loro complesso, sono stati eseguiti a regola d'arte indipendentemente da alcune scelte opinabili e il risultato finale è certamente apprezzabile. Arredi e illuminazione perfetti. Il teatro potrebbe, attraverso un’oculata gestione polifunzionale, diventare uno dei tanti punti di forza di LecceForse troppo moderno rispetto allo stile liberty di un tempo però il lavoro eseguito risulta impeccabile. La parte archeologica rappresenta una vera chicca e si potrebbe valorizzare diventando una vera attrazione turistica

Debolezze (difficoltà riscontrate nell'attuazione/realizzazione del progetto monitorato?)

Nonostante le dichiarazioni dell’Ing. Giovanni Dell’Anna, RUP del progetto, asseriscano che la direzione dei lavori sia stata condotta in una logica di tipo conservativo, dalle indagini da noi svolte (sentendo anche una memoria storica del Teatro Apollo, il dott. Vincenzo Cappello nipote dell’omonimo ingegnere che fece edificare il Teatro) è emerso che molti particolari architettonici sono stati del tutto stravolti.

La cupola, un tempo apribile, elemento caratterizzante il Teatro è stata rimessa a nuovo con una copertura in zinco che non consente più la primordiale funzionalità per il ricambio dell’aria. Originariamente, la stessa era avvolta da un telo fonoassorbente che garantiva un’acustica eccellente a detta di quanti si recavano al Teatro in quegli anni. Oggi, in luogo del telo sono stati utilizzati dei pannelli di poliuretano che non assicurano la stessa acustica e la normativa in materia (ISO 3382) è stata disattesa.

Molti architetti e interior designers si sono lamentati dello sbiadito parquet in legno ma soprattutto della scelta del colore degli interni: poltrone e sipario marroni. Un brown certamente pesante e non in grado di reggere il paragone con la purpurea eleganza del vicino Teatro Politeama Greco. A detta di molti, lo stile liberty del 1912 ha lasciato il posto ad un minimalismo fuori luogo.

La capienza è stata ridotta del 36% passando dai 1300 agli attuali 828 posti in quanto tra una fila e l’altra non è stata rispettata la distanza originaria di 77 cm

Gli infissi interni ed esterni sono stati rifatti in maniera diversa da come erano all’origine.

Al momento nel foyer non sono presenti la buvette e la biglietteria.

Gli arredi e, in particolare, i lampadari hanno uno stile molto sobrio che non ricorda neanche lontanamente quello di un tempo.

Rischi futuri per il progetto monitorato

Il progetto monitorato, insieme agli altri interventi della stessa natura, se non inseriti in un contesto razionale di programmazione, non solo non determinerà una piena valorizzazione del patrimonio artistico e culturale ma, a nostro sommesso avviso, finirà con l’appesantire le già risicate risorse finanziarie a disposizione del Comune in quanto i flussi finanziari in entrata non compenseranno quelli in uscita. La ridotta capienza del Teatro unitamente alla concorrenza di due altri Teatri storici (Teatro Politeama Greco, Teatro Paisiello) ricadenti nella stessa area cittadina e con una programmazione di eventi ormai consolidata e collaudata, potrebbero, ad avviso di chi scrive, determinare degli introiti ridotti se non addirittura la mancata copertura delle spese di gestione.

Soluzioni ed idee da proporre per il progetto monitorato

Dopo aver ridato lustro alla Città di Lecce con la riconsegna di uno dei più antichi Teatri d’Italia, si apre il capitolo di come gestire questo prestigioso contenitore culturale e favorire la fruizione dello stesso non solo ad una cerchia ristretta di persone. In ballo non c’è soltanto la gestione dell’Apollo, ma un progetto di promozione culturale di più ampio respiro, che punti alla diversificazione e all’inclusione. La sfida è quella di pensare a una proposta non esclusivamente elitaria.

Ad oggi non c’è un progetto, non c’è una mission, non c’è una prospettiva di medio periodo su cui puntare. A ben guardare e salvo colpi di scena, non c’è nemmeno l’idea di cosa accadrà al teatro e non è stato neanche approntato un bando per affidare la gestione, sempre che il Comune di Lecce voglia farne uno, come pure suggeriscono altre realtà teatrali di successo italiane. Cosa ancor più grave, dall’esame del bilancio cittadino 2016-2018, non emerge nessuno stanziamento specifico di risorse per il Teatro Apollo a riprova che l’Amministrazione attuale ritenga che il suo funzionamento, possa avvenire senza aumentare la spesa corrente del settore cultura. Basta questo dettaglio per cogliere la totale inconsapevolezza del ruolo strategico che s'intende assegnare al Teatro.  

Siamo alla vigilia delle consultazioni elettorali per il rinnovo del governo cittadino e spetterà ai nuovi amministratori, inserire il Teatro Apollo al centro dell’offerta culturale della città; resta da verificare se davvero sarà possibile mantenere questo prezioso scrigno al riparo dalla gestione asfissiante della politica, come il sindaco attuale si è augurato davanti al Presidente della Repubblica durante l’inaugurazione avvenuta il 03 febbraio scorso.

Tutto o quasi dipenderà dal modello di governance che si vuole dare: l'idea resta quella di una fondazione mista, tra enti pubblici e soggetti privati, che possa garantire le risorse finanziarie necessarie per un cartellone ampio e di qualità tenendo conto, naturalmente, delle più qualificate esperienze artistiche che il territorio salentino può esprimere.

A nostro modesto avviso serve un buon progetto di gestione integrata degli spazi, che possa coinvolgere associazionismo, Conservatorio e Accademia, ma anche soggetti nazionali e internazionali che di fronte a un grande progetto culturale e a un importante e attrattivo patrimonio possano certamente dimostrarsi interessati. L’auspicio è quello che il sindaco (attuale e futuro) e l’amministrazione lavorino senza indugi al progetto, bisogna recuperare il troppo tempo perduto.

Noi, nel nostro piccolo, abbiamo intenzione di lanciare un concorso di idee per raccogliere i suggerimenti della “gente comune” in merito al modello di gestione e al tipo di eventi che gradirebbero fossero rappresentati in questo rinato contenitore culturale. Per noi giovani sarebbe bello che il Teatro diventasse un luogo di incontro quotidiano, una sorta di caffè letterario in cui rifugiarsi nei pomeriggi o da vivere di notte con una serie di proposte musicali e teatrali di buon livello a prezzi, ovviamente, in linea con “le risorse finanziarie giovanili”.

Come hai raccolto le informazioni
Raccolta di informazioni via web
Come hai raccolto le informazioni
Raccolta di informazioni presso il soggetto attuatore
Come hai raccolto le informazioni
Intervista con responsabili del progetto
Come hai raccolto le informazioni
visita diretta
Chi è stato intervistato? Che ruolo ha la persona nel progetto? (es. gestore, funzionario comunale, cittadino informato….)
1) Dott. Raffaele Parlangeli (Dirigente del Settore Programmazione Strategica e Comunitaria del Comune di Lecce);
2) Dott. Alfredo Pagliaro (Presidente del Consiglio Comunale di Lecce);
3) Dott. Damiano D’Autilia (Assessore della Programmazione strategica e comunitaria e delle politiche giovanili al Comune di Lecce);
4) Ing. Giovanni Dell’Anna (Responsabile Unico del Procedimento). 
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.quotidianodipuglia.it/lecce/lecce_apollo_visite_fila-2238604.html
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.leccenelsalento.it/teatro-apollo/
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/817515/una-fondazione-mista-per-gestire-teatro-apollo.html
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.leccesette.it/dettaglio.asp?id_dett=41646&id_rub=129
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.trnews.it/al-via-il-futuro-dellapollo-gestione-al-comune-aperta-ai-privati-ma-solo-grandi-eventi/
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.lecceoggi.com/proposta-modello-gestione-teatro-apollo/
Link a video (es. YouTube)
https://www.youtube.com/watch?v=SB2NjiMjRbM&feature=youtu.be
Domande agli intervistati
1)  Il restauro del Teatro è avvenuto secondo una logica di tipo conservativo o, al contrario, sono state apportate delle modifiche strutturali e non, che hanno, in parte, alterato l'originaria fisionomia e consistenza fisica dell’immobile in linea con il cambiamento dei tempi? (Risponde l’Ing. Dell’Anna, Rup del progetto)
2) Avendo ridotto la capienza del Teatro da 1300 a 828 posti a sedere (36% in meno), non si corre il rischio che i prezzi dei biglietti da praticare durante gli spettacoli siano eccessivi e ciò possa determinare una inevitabile selezione elitaria da parte dei possibili fruitori e soprattutto i giovani possano, in questo modo, essere dissuasi dall’avvicinarsi a questo tipo di contenitore culturale? (Risponde l’Assessore alle Politiche Giovanili, dott. Damiano D’Autilia)
3)  Secondo quale modello verrà presumibilmente gestito il Teatro e quali saranno gli eventi che potranno essere ospitati nello stesso (Risponde il Presidente del Consiglio Comunale, dott. Alfredo Pagliaro)

 
Risposte degli intervistati
 1) (Risponde l’Ing. Dell’Anna, Rup del progetto) “Abbiamo lavorato sul progetto di recupero con la logica conservativa ma guardando anche alla sua polifunzionalità: non solo spettacoli - ha aggiunto l'ingegnere del Comune - ma anche tele-conferenze, attività congressuali e didattiche per la formazione. Ma la ciliegina sulla torta di questo progetto è la creazione di un impianto scenografico mobile a livello europeo. Abbiamo inoltre avuto cura nella scelta dei materiali: saranno semplicemente pietra leccese, legno e acciaio, nel rispetto sempre del recupero e del restauro conservativo. La copertura del teatro - ha spiegato ancora Dell'Anna - è interamente in metallo e l'intero complesso è essenzialmente costituito da strutture portanti verticali in muratura con conici in tufo e pietra leccese. Quest'ultima in corrispondenza della platea presenta una cupola metallica di grande impatto per forma e dimensioni”.

2)   2) (Risponde l’Assessore alle Politiche Giovanili, dott. Damiano D’Autilia) “Il nostro obiettivo, come amministratori della città, è quello di creare, attraverso l’Apollo, un progetto di promozione culturale di ampio respiro, che punti alla diversificazione e all’inclusione. La sfida è quella di pensare a una proposta non certamente elitaria, ma flessibile e adattativa. Rispettosa al contempo di radici e identità locali e capace di distinguersi per un’impronta moderna, uniformata ai gusti delle nuove generazioni. I giovani ci appaiono distratti e preda di futili preoccupazioni. Chi ci lavora, però, sa bene quanto reclamino il bisogno di spazi di formazione e di partecipazione. Da questo punto di vista, creare una “rete” di teatri comunali cittadini consentirebbe di diversificare l’offerta, in modo da rendere il palcoscenico fruibile quotidianamente, a giovani e meno giovani, studenti e professionisti, appassionati o semplici curiosi”.

  3) (Risponde il Presidente del Consiglio Comunale, dott. Alfredo Pagliaro) “Con la riapertura dell’Apollo il patrimonio culturale della città di Lecce cresce notevolmente e si arricchisce di una struttura, che ha un suo valore storico ed architettonico, perché è un teatro di tradizione, che ha più di un secolo di vita. Gestire una simile struttura costerà non poco e il Comune, da solo, non se lo può permettere. Per questo è indispensabile coinvolgere altri organismi pubblici: la Regione Puglia, innanzitutto. Ci sono già stati dei contatti in tal senso e attendiamo risposte.
La mia idea è di creare un organismo, una fondazione che sia pubblico-privata - precisa Pagliaro - con il Comune e la Regione, ovviamente, ma anche col coinvolgimento di altre istituzioni pubbliche. Credo, inoltre, che la fondazione debba dare spazio pure ai privati sia nella fase gestionale che in quella di reperimento delle risorse. Da questo punto di vista, non mi scandalizzo di avere una gestione con privati, che favoriscano collegamenti, finanziamenti, managerialità. Penso ad una direzione artistica importante e ad una gestione di qualità, con teatro, spettacoli, eventi di un certo livello. Un contenitore polifunzionale per intenderci”.

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