Validato

BASILICATA ECOLOGICAL GREEN HUB: RETE NATURA 2000

ASOC1617_TEAM_121 -

standard May 28, 2018, 2:27 p.m.

Codice Unico Progetto (CUP)
G45C13000880006
Descrizione del progetto monitorato
Rete Natura 2000 Basilicata, costituita da 50 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e 17 Zone di Protezione Speciale (ZPS), rappresenta il 17,1% della superficie regionale. E' un sistema di aree protette, parzialmente sovrapposte ad altre forme di tutela del territorio, che confluiscono in un progetto olistico mirato a coniugare la tutela della natura e del paesaggio con le istanze di sviluppo e benessere delle popolazioni locali. Rete Natura 2000 è il luogo del divenire della biodiversità locale dove diventa necessario saper collegare, in una visione integrata, agricoltura, imprese, economia, risorse naturali, ambiente e cultura. Inoltre rappresenta il 17,5% del territorio terrestre dell' Unione Europea con 26106 Siti di Importanza Comunitaria di cui 22594 SIC/ZSC (Dir. Habitat) e 5347 ZPS (Dir. Uccelli) e mira a conservare gli ambienti più interessati dal punto di vista naturalistico.
La regione ha affrontato il tema Rete Natura 2000 con un approccio sistemico, simultaneo su tutti i siti comunitari, gestito direttamente dall'Ufficio tutela della Natura del dipartimento Ambiente, Territorio Politiche della Sostenibilità. L'intero programma è stato valutato da u a Cabina di Regia formata da Enti di Ricerca di livello nazionale e di alto profilo scientifico: SISF - CONISMA - CNR - IAMC - ENEA - INEAISPRA - Forum Plinianum - Università della Basilicata (Dipartimenti di ingegneria, agraria, economia, architettura) - Università della Calabria (Dipartimento di ecologia) e si è avvalso di professionisti con profili professionali multidisciplinari (botanici, zoologi, forestali, agronomi, geologi, ingegneri ambientali, architetti).
Sui finanziamenti ricevuti che ammontano a un toyale di 1350000,00$ (tra cui 432000,00$ ricevuti dall' Unione Europea, 734400,00$ ricevuti dal fondo di rotazione co-finanziamento nazionale e 182600,00$ ricevuti dalla regione Basilicata) i pagamenti effettuati in totale sono stati compiuti tutti al 100%.
I fondi spesi sono stati tutti stati stanziati e utilizzati maggiormente per gli esperti e per le attrezzature come computer portatili (work station), proiettori, fotocamere ad infrarossi, GPS e droni per la perlustrazione delle zone e i trasporto, ma anche per il materiale divulgativo e per due eventi internazionali.
L'inizio previsto è stato nel 2013,e l' effettiva fine il 31 dicembre 2015 anche se sul sito di Opencoesione risulta che il pagamento effettuato è del 96%. Quindi questo progetto è terminato ma verranno realizzati successivamente nuovi progetti collegati ad esso.
URL OpenCoesione
http://www.opencoesione.gov.it/progetti/2ba7520132/
Giudizio sintetico
Concluso e utile
Stato di avanzamento del progetto sulla base delle informazioni raccolte
Il progetto è stato concluso il 31 Dicembre 2015, ma verranno realizzati successivamente nuovi progetti collegati ad esso con l'obiettivo di espandere le zone protette facendole diventare ZSC e di arricchire i siti con nuovi sentieri che permettano una maggiore fruizione da parte dei visitatori.
Risultato del progetto (se il progetto è concluso, quali risultati ha avuto?)
Il progetto ha portato all'individuazione di nuove aree protette e, per quanto riguarda l'infrastutturazione, all'acquisto di droni e fotocamere ad infrarossi per la perlustrazione delle zone ed il monitoraggio della fauna. Ma, soprattutto, ha portato a una maggiore promozione delle attività culturali e di tutela.
Punti di forza (cosa ti è piaciuto del progetto monitorato?)
Il progetto ha portato benefici per la tutela della biodiversità, ha incentrato lo sviluppo di settori economici legati all'uso tradizionale delle risorse, al turismo e alla promozione dei prodotti locali di qualità.
Debolezze (difficoltà riscontrate nell'attuazione/realizzazione del progetto monitorato?)
·         Necessità di una norma quadro nazionale aggiornata

·         Mancanza d’ integrazione nelle politiche di settore

·         Conflitti tra norme di tutela e attività economiche

·         Scarsa conoscenza della normativa comunitaria da parte dei tecnici

·         Carente sinergia tra i soggetti alla realizzazione della politica di tutela e conservazione

·         Frammentazione di aree e habitat

·         Poca fruibilità del territorio per abbandono

Poca consapevolezza dei cittadini sul valore della biodiversità e dei servizi ecosistemici connessi
Rischi futuri per il progetto monitorato
 La Basilicata è la più grande riserva petrolifera in Italia, in quanto si estraggono il 70,6% del petrolio e il 14,0% dei gas italiani. Sono presenti due giacimenti petroliferi: Tempa Rossa nell’ alta valle del Sauro gestito dalla Total E&P Italia e il centro Oli di Viggiano gestito dall’ Eni. Essendo molto estese queste zone, i fiumi  e le escoriazioni degli idrocarburi coinvolgono necessariamente anche le zone protette e tutelate da Rete Natura 2000 Basilicata.
Soluzioni ed idee da proporre per il progetto monitorato
Ci auspichiamo un coinvolgimento maggiore sia dei governanti che dei cittadini tutti, in quanto protagonisti principali dello scenario lucano.
Come hai raccolto le informazioni
Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
Come hai raccolto le informazioni
Raccolta di informazioni presso il soggetto attuatore
Come hai raccolto le informazioni
Intervista con responsabili del progetto
Come hai raccolto le informazioni
Raccolta di informazioni via web
Come hai raccolto le informazioni
visita diretta
Chi è stato intervistato? Che ruolo ha la persona nel progetto? (es. gestore, funzionario comunale, cittadino informato….)
Il primo intervistato è stato Dott.ssa Antonella Logiurato, project manager del progetto Rete Natura 2000 alla Regione Basilicata. Il secondo intervistato è stato il responsabile del Parco di Gallipoli Cognato e le Piccole Dolomiti Lucane, Delorenzo Marco.
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.regione.basilicata.it/giunta/files/docs/DOCUMENT_FILE_2962736.pdf
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.regione.basilicata.it/giunta/files/docs/DOCUMENT_FILE_2963535.pdf
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.pofesr.basilicata.it/
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.natura2000basilicata.it
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.regione.basilicata.it/giunta/files/docs/DOCUMENT_FILE_2962736.pdf
Link a video (es. YouTube)
https://youtu.be/J4WFtBTp7Gs
Domande agli intervistati
Ritenete che i fondi utilizzati siano stati spesi correttamente?( Delorenzo Marco, responsabile Parco Gallipoli Cognato)
si è potuto riscontrare un maggior flusso di turisti a seguito di quanto realizzato?( Delorenzo Marco, responsabile Parco Gallipoli Cognato)

sono state riscontrate delle problematiche? se si, quali?
Risposte degli intervistati
- L’ambiante deve svolgere due ruoli: conservazione e portatore di sviluppo. Questi due termini devono essere di aiuto l’uno all’altro. I fondi servono a rendere fluibile un determinato ambiente. Per quando riguarda la conservazione degli habitat i fondi sono stati spesi bene, ma al fianco di un investimento pubblico è necessario che ci sia un privato che li gestisce sotto il profilo economico dell’ente pubblico. Con i fondi sono stati fatti vari sentieri per i visitatori, tra cui anche un sentiero per ipovedenti con un’applicazione che descrive l’ambiante circostante a chi non può godere di persona della bellezza del territorio. 
negli ultimi sette anni il maggior turismo è quello scolastico, dal 2005 che è l’anno 0 siamo passati dai 3 mila bambini ai 9 mila bambini del 2016; e in 6-7 anni triplicare le presenze è un dato molto importante e soprattutto e un dato verificabile(open data).

Ci sono state due problematiche relative a due siti tra quelli monitorati ai quali è stata negata l’identità di ZSC, una perché i perimetri non erano corrispondenti a quelli delle cartine, l’altra per un malfunzionamento della Diga Rendina. Tali problemi sono risolvibili nel giro di un anno/un anno e mezzo.

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