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Monitoraggio CAMERA. CENTRO ITALIANO PER LA FOTOGRAFIA

moniTOcamera -

standard May 12, 2017, 12:21 p.m.

Codice Unico Progetto (CUP)
D12C15000030004
URL OpenCoesione
http://www.opencoesione.gov.it/progetti/3pipban-17650/
Descrizione
Monitoraggio del progetto (REG_POR-FESR_2015_35502) CAMERA. CENTRO ITALIANO PER LA FOTOGRAFIA, il cui obiettivo è promuovere e rafforzare le sinergie potenziali tra tutela, valorizzazione dell'ambiente e dei beni naturali e crescita del sistema produttivo.
Lo scopo del monitoraggio è analizzare l'impatto che i fondi europei hanno avuto sull'attività del museo e sul territorio, cercando di individuare come sono stati collocati i fondi e quali risultati si sono ottenuti fino ad oggi.
La nostra indagine mirava inoltre a verificare l'efficacia dello stanziamento di fondi europei per la promozione delle attività del Museo, dalle mostre alle attività didattiche organizzate in collaborazione con le scuole del territorio e i corsi per i semi-professionisti, e la diffusione della sua conoscenza a livello turistico locale.
Come descritto nel sito web del Museo Camera, il progetto prende l’avvio nel dicembre 2015 con un protocollo d’intesa tra l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e Camera – Centro italiano per la fotografia. 
Nel novembre 2016, Camera aderisce al progetto la Direzione generale Arte e architettura contemporanee e periferie urbane al fine di incrementare il progetto con il censimento delle raccolte di fotografia contemporanea. Il Censimento  si prefigge lo scopo di identificare i soggetti che a vario titolo detengono raccolte o archivi fotografici, reperendo informazioni sulla tipologia, sulla consistenza e sulle caratteristiche dei materiali fotografici conservati; la conoscenza sistematica di questo rilevante settore del patrimonio culturale costituirà l’elemento cardine su cui impostare le politiche per la sua tutela e valorizzazione e permetterà di avere un punto di accesso unico per la condivisione, la consultazione e lo studio, accrescendo inoltre la visibilità dei singoli archivi specie di quelli dotati di minori risorse. Un progetto a cui ciascun ente potrà partecipare: accreditandosi e descrivendo poi, direttamente via web, i fondi fotografici tramite una scheda di censimento derivata dagli standard ministeriali.
Attualmente, il Museo ospita la Mostra fotografica "L'Italia di Magnum: da Henrir-Cartier Bresson a Paolo Pellegrin", inaugurata il 3 marzo in occasione dell'anniversario della fondazione Magnum Photos; la mostra, di 200 immagini, racconta personaggi e luoghi dell'Italia dal Dopoguerra ad oggi secondo un percorso cronologico. 

Giudizio sintetico
Concluso e utile
Stato di avanzamento del progetto sulla base delle informazioni raccolte
Il progetto è attualmente concluso. Camera ha aperto nell'aprile 2015, dopo una ristrutturazione avvenuta grazie al finanziamento del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. 
Al momento, il Centro ospita mostre espositive di fotografi conosciuti a livello internazionale (ultima, la mostra "L'Italia di Magnum: da Henrir-Cartier Bresson a Paolo Pellegrin") e ha creato percorsi didattici per avvicinare il mondo delle scuole alle attività del Museo. Inoltre, Camera offre anche la possibilità di seguire corsi e workshop per studenti universitari e semiprofessionisti.
Lo sviluppo strategico del Centro prevede per il futuro il progetto di aprire un Archivio online innovativo, che si pone l'obiettivo di fornire un censimento fotografico su scala nazionale. Tale progetto si inserisce nello sviluppo del centro come cardine nel mondo della fotografia a livello nazionale e prevede la sua diffusione anche a livello internazionale. 
Risultato del progetto (se il progetto è concluso, quali risultati ha avuto?)
Il progetto si è concluso con risultati positivi. Abbiamo avuto un riscontro partecipativo da parte dei responsabili del Museo Camera e abbiamo ottenuto le risposte alle nostre domande, con la promessa che il contributo ricevuto da parte dell'Unione Europea sarebbe stato messo in evidenza in maniera corretta anche sul sito web del Museo.
Punti di forza (cosa ti è piaciuto del progetto monitorato?)
  • disponibilità e collaborazione da parte del Museo Camera 
  • chiarezza nei dati presentati
  • accessibilità del posto, che ha consentito a noi studenti di raggiungere e visitare il posto in tempi utili
  • collaborazione tra i gruppi coinvolti nel progetto, grazie anche alla costanza del lavoro, attraverso riunioni settimanali
  • capacità di concretizzare l'alto grado di fattibilità del progetto
Debolezze (difficoltà riscontrate nell'attuazione/realizzazione del progetto monitorato?)
  • poca chiarezza nelle delibere regionali sulla distribuzione dei fondi per il progetto
  • poca visibilità e sponsorizzazione del Museo Camera, che risulta ancora poco conosciuto tra gli studenti universitari, potenziali utenti
  • difficoltà a portare l'attenzione sul monitoraggio civico per i "non-addetti ai lavori", che non conoscono questo tipo di progetto
  • difficoltà nella gestione del progetto di monitoraggio, a causa dei tempi ristretti
Rischi futuri per il progetto monitorato
Non vediamo evidenti rischi immediati per il progetto monitorato. Per quanto riguarda i finanziamenti futuri, il rischio è che il Museo venga tagliato fuori da prossimi finanziamenti pubblici, per diverse finalità decise a livello regionale.
Soluzioni ed idee da proporre per il progetto monitorato
Maggiore pubblicità del Museo attraverso i principali mezzi di informazione e le piattaforme social.
Come hai raccolto le informazioni
visita diretta
Come hai raccolto le informazioni
Intervista con responsabili del progetto
Come hai raccolto le informazioni
Raccolta di informazioni via web
Chi è stato intervistato? Che ruolo ha la persona nel progetto? (es. gestore, funzionario comunale, cittadino informato….)
Abbiamo intervistato il Responsabile dell'area tecnica e procedure Carlo Spinelli. 
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.provincia.torino.gov.it/europa/europedirect/
Link alle fonti utilizzate per il report
http://camera.to/centro/
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.opencoesione.gov.it/progetti/3pipban-17650/
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.regione.piemonte.it/
Link alle fonti utilizzate per il report
https://www.facebook.com/moniTOcamera/?fref=ts
Domande agli intervistati
  • Quale parte ha giocato la componente dei fondi europei? Con quanto impatto?
  • Sul sito di Camera sono state inserite indicazioni sui fondi europei ma non in maniera del tutto corretta, aggiungendo che non c’è il logo del fondo europeo. Lei è a conoscenza della Normativa di Comunicazione dei Fondi Strutturali Europei 2007-2013 e ha preso atto dell’ultima pubblicata?
  • Sono stati richiesti altri finanziamenti?
Risposte degli intervistati
  • Spinelli ci spiega che Camera è una fondazione di privati: Intesa SanPaolo, Eni, Reda e Lavazza. Senza il cofinanziamento dell’Unione Europea il progetto probabilmente sarebbe nato comunque ma non in una forma così complessa e magari molte idee non si sarebbero mai realizzate. I fondi europei sono stati utilizzati per la ristrutturazione dello spazio interno della sede del Centro, che è in affitto da IPAB, l’ente pubblico che è proprietario di tutto l’isolato. Infine aggiunge: “Il cofinanziamento è stato decisivo e si è esaurito, per il resto è una difficile battaglia quotidiana”. Si riferisce al fatto che i finanziamenti pubblici hanno permesso l’avvio del progetto ma far “quadrare i conti” per un centro di questo tipo non è sempre facile. Inoltre, per quanto riguarda l'impatto sul territorio, il New York Times, nella sua lista dei 52 luoghi da visitare, ha inserito Torino e ha citato anche Camera. Dopo l’ultima mostra, quella sulla Magnum Photos, Camera è anche rientrata tra i musei che fanno parte dell’Abbonamento Musei Torino Piemonte.
  • Spinelli ci dice di essere al corrente della Normativa di Comunicazione che prevede, tra le altre cose, la targa con il logo dell’Unione Europea in tutti i progetti finanziati con i fondi europei. Ma ci confessa di essersi occupato personalmente del sito internet del Centro ma adesso che l’abbiamo informato rimedierà correggendo la parte scritta e aggiungendo il logo dell’Unione Europea tra quelli presenti nel sito.
  • Per il progetto Archivi ci hanno provato ma non sono stati trovati partner. Più che altro usufruiscono di finanziamenti privati. Aggiunge poi che “non c’è un grande spazio a livello regionale perché vengono privilegiati i progetti destinati al restauro delle Regge Sabaude”.

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