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SI_07_CULT / MUSEO SAN PIETRO > CITT? DI LABORATORIO DI CULTURE

tottenart -

standard April 6, 2018, 5:33 p.m.

Codice Unico Progetto (CUP)
CUP: C49G10000050002
URL OpenCoesione
http://www.opencoesione.gov.it/progetti/6to439389/
Descrizione del progetto monitorato
La finalità del progetto è stata quella di promuovere il restauro del conservatorio San Pietro e la sua trasformazione in uno spazio museale capace di accogliere al proprio interno la collezione di arte diocesana e numerose collezioni private attraverso le quali viene raccontata la storia di Colle e della Val D’Elsa. Il polo museale, inserito nell’ambito della Fondazione Musei Senesi rappresenta uno strumento di valorizzazione del patrimonio culturale e sociale locale. La scelta di utilizzare i fondi europei a questo scopo è stata motivata anche dalla forte vocazione turistica della nostra area.
Giudizio sintetico
Concluso e utile
Stato di avanzamento del progetto sulla base delle informazioni raccolte
Il progetto è stato completamente realizzato e la struttura è attualmente funzionante come verificabile sia dai dati delle presenze relative al 2017 (il museo è stato aperto al pubblico nel marzo 2017) sia dalle attività didattiche proposte (alternanza scuola-lavoro per i nostri studenti come ambasciatori dell’arte) sia dal sopralluogo in situ effettuato nell'ambito del monitoraggio A Scuola di OpenCoesione 

Risultato del progetto (se il progetto è concluso, quali risultati ha avuto?)
La realizzazione del progetto ha determinato la creazione di un nuovo spazio culturale per la comunità della Val d'Elsa in grado di raccontare la storia della città e del suo territorio. Il museo è divenuto un luogo di formazione e diffusione della cultura tramite l'offerta di visite e di percorsi fruibili da tipologie diverse di visitatori. La valorizzazione del conservatorio San Pietro, da sempre luogo di cultura, diventa elemento di promozione dello sviluppo turistico del territorio andandosi ad inserire nel sistema della Fondazione Musei Senesi e diventando punto di riferimento per la ricostruzione della storia della città e dei suoi dintorni. 
Punti di forza (cosa ti è piaciuto del progetto monitorato?)
La realizzazione di uno spazio museale fruibile sia individualmente che in gruppo tramite la dotazione di audioguide fornite all’entrata che consentono di visitare le sezioni espositive rese facilmente individuabili anche dall’uso di totem e colori diversi che le identificano. Le audioguide consentono non solo di effettuare il percorso interno allo spazio museale, ma anche quello esterno legato alle principali emergenze architettoniche di Colle. E’ il museo della città.
Debolezze (difficoltà riscontrate nell'attuazione/realizzazione del progetto monitorato?)
Il progetto non ha incontrato particolari ostacoli, ma normali difficoltà legate alla ristrutturazione di un edificio storico, che in quanto tale, ha richiesto necessariamente un costante intervento della Sovraintendenza delle Belle Arti, e l'avvicendarsi di normative in tema di sicurezza e di dimensionamento degli spazi museali che in alcuni casi hanno reso necessarie modificazioni in corso d’opera del progetto.
Rischi futuri per il progetto monitorato
I rischi collegati ad una struttura di questo tipo sono fortemente influenzati dall'andamento dell'economia nazionale, che presta poca attenzione al settore culturale e privilegia gestioni private degli spazi museali. Le difficoltà economiche dei cittadini e il solo mantenimento degli standard minimi ICOM ,in termini di giorni e orari di apertura, potrebbero portare a una riduzione del numero dei frequentatori.
Soluzioni ed idee da proporre per il progetto monitorato
Estensione del numero di giorni di apertura del museo, e dell’orario giornaliero. Maggiore attività di promozione dell’offerta proposta sia alle scuole del territorio che alla cittadinanza. Arricchire la proposta culturale della città mediante la riapertura del museo archeologico, attualmente chiuso.  
Come hai raccolto le informazioni
visita diretta
Come hai raccolto le informazioni
Raccolta di informazioni presso il soggetto attuatore
Come hai raccolto le informazioni
Intervista con altre tipologie di persone
Come hai raccolto le informazioni
Intervista con responsabili del progetto
Come hai raccolto le informazioni
Raccolta di informazioni via web
Come hai raccolto le informazioni
Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
Chi è stato intervistato? Che ruolo ha la persona nel progetto? (es. gestore, funzionario comunale, cittadino informato….)
Sono stati intervistati Federica Casprini, assessore alla cultura del Comune di Colle di Val d’Elsa durante la fase di realizzazione del progetto ; Sandra Busini, addetta del settore cultura del Comune di Colle di Val d'Elsa; Annica Gelli operatrice museale.
Link alle fonti utilizzate per il report
http://www.ascuoladiopencoesione.it/asoc/1718/1718_030 http://www.museisenesi.org/musei/colle-di-val-delsa-museo-san-pietro
Link a video (es. YouTube)
https://www.facebook.com/tottenart.les.9/videos/182074285909472/
Domande agli intervistati
1- Quali motivazioni hanno spinto l'amministrazione comunale alla realizzazione del progetto del Museo San Pietro e se c'è stata una preventiva analisi dei bisogni culturali e sociali del territorio?
2- Qual è la tipologia dei visitatori del museo?
3- Parliamo delle collezioni private: lei conosceva personalmente Walter Fusi e come siete arrivati alla donazione della collezione?
Risposte degli intervistati
1- Premesso che il progetto parte all'inizio degli anni '90, e che le amministrazioni comunali all'epoca non disponevano dei moderni strumenti di rilevazione dei bisogni del proprio territorio, di cui usufruiscono oggi, non fu fatta un'indagine di questo tipo, in quanto l'approccio metodologico ai progetti era diverso. Le esigenze di cui l'amministrazione tenne conto per la progettazione di questo intervento furono essenzialmente due. In primo luogo era necessario trovare uno spazio adeguato per un numero rilevante di opere, che il vecchio museo non era più in grado di accogliere e valorizzare, e di altre opere che si trovavano presso depositi e uffici comunali. C'era bisogno quindi di nuovi spazi espositivi che rispondessero anche ai requisiti imposti dalle nuove normative in materia entrate in vigore a partire dal 2001. In secondo luogo l'edificio, che ha un ruolo importante per la storia della città di Colle e per tutta la Val d'Elsa, era necessario evitare che, nei vari passaggi di proprietà, non fosse garantita la giusta tutela e la manutenzione dell'immobile. Per questi motivi l’amministrazione ritenne importante fare un investimento su questa struttura che rappresenta un tassello importante per la vita della nostra comunità.  
2- La tipologia dei visitatori è molto variegata. In parte si tratta di anziani che abitano in Val d'Elsa che sono mossi dalla curiosità di vedere come è stato ristrutturato l'edificio che loro hanno conosciuto e frequentato come scuola, infatti il loro interesse è rivolto più alla riutilizzazione dello spazio che alle opere esposte. Il museo accoglie spesso gruppi di disabili accompagnati dai loro operatori, conseguenza del fatto che il museo è dotato di strutture e attrezzature che consentono ai portatori di handicap di potersi muovere all'interno dello spazio museale in modo autonomo. Poi vi sono studenti di tutte le età che visitano individualmente e in gruppo la nostra struttura, perché siamo in grado di offrire percorsi didattici differenziati, non solo per le scuole ma anche per gruppi familiari. Infine, non bisogna dimenticare la presenza di visitatori stranieri, favorita sia dalla posizione geografica di Colle Val d'Elsa, che si trova a metà strada tra Siena e Firenze sul tracciato urbano della via Francigena, sia dalla presenza di fronte al museo di un resort e di numerosi ristoranti. Per quanto riguarda le nazionalità delle presenze straniere possiamo affermare che la maggior parte sono inglesi, francesi (in aumento), americani e sudamericani, in particolare brasiliani. Questi visitatori arrivano al museo non casualmente, ma con la certezza e il desiderio di vedere ed apprezzare anche una sola opera esposta.
3- Io mi sento onorata di aver avuto Walter Fusi come amico, persona di grande sensibilità artistica e umana, con il quale ho collaborato alla realizzazione di una sua prima mostra antologica a fine anni '90. Anzi è proprio grazie a questa collaborazione che è nata la nostra amicizia. Anche nei suoi ultimi anni di vita ha sempre mantenuto quella vitalità ed energia che caratterizzano le sue opere pittoriche, una grande voglia di vivere. Spero che gli venga dedicata una mostra retrospettiva. La collezione Fusi nel museo è rappresentata da opere che attraversano temporalmente tutta la seconda metà del Novecento, cambiando progressivamente stile e aderendo alla corrente dell'astrattismo, in quanto non si identificava nella corrente figurativa. Walter Fusi ha donato la sua collezione per lasciare una traccia nella sua città, per arricchire il patrimonio culturale della comunità.