Monithonhttp://monithon.orgMonithonitSun, 24 Jun 2018 02:48:17 -0000 Mastio della Cittadellahttp://monithon.org/reports/1524La Cittadella di Torino (sitadela 'd Turin in piemontese) è stata una fortezza pentagonale sabauda, ubicata lungo l'antica cinta muraria di Torino, posta a sud-ovest rispetto al centro cittadino. Eretta nel periodo 1564-1577, su disegni di Paciotto, fu commissionata dal duca Emanuele Filiberto. Attualmente, dell'antica fortezza sopravvive solamente il cosiddetto mastio, ossia l'edificiio di ingresso a due piani della fortezza stessa. L'edificio, a causa delle elevate condizioni di degrado dei vari componenti architettonici e strutturali, è solo parialmente utilizzato quale sede del Museo Nazionale di Artiglieria e, occasionalmente, come sede di mostre estemporanee (esempio World Press Photo e "Senzatomica"). Il Museo è attualmente gestito dal Comando Militare RCF Interregionale Nord dell'Esercito Italiano, in qualità di proprietario delle collezioni e gestore dell'attività museale. Tuttavia, il proprietario titolare risulta essere il Comune di Torino, avendo ricevuto il sito in concessione da parte del demanio. Il progetto di monitoraggio ha visto come obiettivo quello di capire la realtà del sito in oggetto, quali potenzialità e risorse esso possa rappresentare per la cittadinanza, sia in termini di attrattività turistica, sia per la storia dell'evoluzione urbanistica della città. La comprensione dell'impatto del finanziamento sul territorio, soprattutto di quello fornito dall'Unione Europea attraverso il F.E.S.R., si è rivelato un obiettivo fondamentale, per capire se esso sia ritornato alla città in termini di attrazione turistica, con l'utlizzo della promozione culturale orientata allo sviluppo della dinamica economica imprenditoriale circostante. La struttura viene considerata come l'insieme di due parti da ristrutturare: la parte cinquecentesca del Mastio è stata completata e recuperata con successo per la predisposizione a parte museale; il "Padiglione Italia '61", la cui ristrutturazione viene considerata parte fondamentale del progetto di riqualificazione, non è stato ancora totalemte ristrutturato a causa della mancanza di una parte del finanziamento regionale. Tale spazio sarebbe stato dedicato alla parte di museum services, che tuttora manca e che impedisce l'apertura del polo museale vero e proprio.PERPLESSITA’ SUL NUOVO STADIO DEL PESCARA http://monithon.org/reports/1531<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height: normal;background:white"><span style="font-size:12.0pt;mso-fareast-font-family: &quot;Times New Roman&quot;;mso-bidi-font-family:Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin; mso-fareast-language:IT">Le previsioni del nuovo Stadio del Pescara dicono che sarà pronto tra il 2020 e il 2021, conterà 20.700 posti a sedere e si svilupperà su una piazza coperta, con 1600 parcheggi suddivisi su 4mila metri quadrati. Sono alcuni dei numeri del Pescara Arena, nome provvisorio del nuovo stadio della città di Pescara.&nbsp;A completare l’opera, un’imponente mole di infrastrutture: tra queste, 20mila metri quadrati di spazi commerciali e nuova fermata ferroviaria dedicata allo stadio del Pescara. Il progetto costerà oltre 100 milioni di euro, ai quali hanno dato il proprio contributo solo investitori privati, tra i quali i 70 milioni stanziati dalla società Proger. Dal 2021 tutte le strutture in Italia dovranno fare i conti con le norme UEFA che diventeranno cogenti. E’ questa la principale leva che ha spronato il Pescara Calcio a farsi promotore di un nuovo stadio sviluppato con Proger e con l’architettura di Giovanni Vaccarini. Se inizialmente la società sportiva pensava di poter adeguare lo stadio Adriatico disegnato da Luigi Piccinato a fine anni ‘50, in ragione dei vincoli della sovrintendenza sullo stadio e la pista d’atletica, si è optato per una nuova strutture a un chilometro da quella esistente.<o:p></o:p></span></p>LAVORI DI RIPRISTINO DELL'OFFICIOSITà IDRAULICA DELLA MARRANA DI PRIMA PORTAhttp://monithon.org/reports/987Il nostro percorso con il progetto opencoesione è iniziato a Dicembre, assistiti dalla Prof.ssa Vantaggiato docente di matematica, insieme ad un' esperta del settore Roberta Cafarotti, che ci hanno illustrato in cosa consisteva il progetto. Da qui la divisione in diversi gruppi, ciascuno dei quali focalizzato sui rispettivi ambiti del progetto. Con la pubblicazione delle diverse lezioni siamo riusciti a contattare il presidente del Comitato 31 Gennaio ed Erasmo D'angelis, che incontreremo l' 8 maggio 2015 a Palazzo Chigi. Precedentemente, ci siamo recati a Prima Porta dove abbiamo intervistato Francesco Mangone (Comitato 31 Gennaio) che ci ha spiegato le problematiche riguardo il dissesto idrogeologico nella zona di sua competenza.MONITORAGGIO RETE DI TELERISCALDAMENTO OSPEDALE SANTA MARIA DEL PRATO DI FELTREhttp://monithon.org/reports/1370Abbiamo scelto di monitorare un'opera realizzata nel nostro territorio, la centrale di teleriscaldamento dell'ospedale Santa Maria del Prato di Feltre, la nostra città.PIANO DI PROTEZIONE CIIVILE DEL COMUNE DI VICO EQUENSE (NA)http://monithon.org/reports/1277<div>Il Progetto scelto riguarda fondi europei destinati alla Protezione Civile del Comune di Vico Equense per:</div><div>· &nbsp; &nbsp;ACQUISTO BENI E SERVIZI - STUDI E PROGETTAZIONI (INCLUDE REALIZZAZIONE DI APPLICATIVI INFORMATICI)</div><div>· &nbsp; &nbsp;INCLUSIONE SOCIALE - ALTRE INFRASTRUTTURE SOCIALI</div>FESTIVAL DEL PEPERONCINOhttp://monithon.org/reports/1498<p class="MsoNormal">ll monitoraggio del Festival del peperoncino , che da 25 anni si svolge a Diamante ci ha particolarmente coinvolto in quanto si tratta di un importante evento<span style="mso-spacerun:yes">&nbsp; </span>che ha risonanza nazionale ed internazionale. Il festival è finanziato per il 60% dal POR CALABRIA-FERS e per il 40% da privati . L’Accademia del Peperoncino<span style="mso-spacerun:yes">&nbsp; </span>organizzatrice del Festival ha infatti 2000 soci, riceve inoltre finanziamenti sotto forma di sponsorizzazioni da aziende private e dalla lotteria<span style="mso-spacerun:yes">&nbsp; </span>che viene organizzata ogni anno. Questo è possibile,<span style="mso-spacerun:yes">&nbsp;&nbsp; </span>grazie alla struttura organizzativa dell’Accademia Italiana Del Peperoncino, che ha 95 sedi in Italia<span style="mso-spacerun:yes">&nbsp; </span>e 22 all’estero. Nella nostra ricerca ci siamo occupati del finanziamento avuto nel Periodo 2012-2014 dal POR CALABRIA FESR2007-2013.ASSE V “Risorse naturali culturali e turismo sostenibile”.In particolare, la Giunta regionale con delibera n.5 del 3 gennaio 2012 ha proceduto alla programmazione delle risorse disponibili sulle linee di intervento 5.2.3.1 definendo la formula del festival quale modello attuativo dei nuovi eventi culturali innovativi a valenza triennale 2012-2014 con la denominazione “Calabria terra di festival”. L’Accademia Italiana del Peperoncino con sede a Diamante si è classificata al primo posto della graduatoria di merito per il tematismo Enogastronomia con il Progetto denominato ”Peperoncino festival/Vacanze piccanti nella riviera dei cedri” ottenendo un finanziamento di&nbsp;<span style="background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(84, 84, 84); font-family: arial, sans-serif; font-size: small;">€&nbsp;</span>343421,55 pari al 60% delle spese sostenute per l’intero progetto, risultanti in base alla documentazione allegata in&nbsp;<span style="background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(84, 84, 84); font-family: arial, sans-serif; font-size: small;">€</span>&nbsp;575,214,34.(Burc. n.17 del 19 febbraio 2016 )</p><p class="MsoNormal"><o:p></o:p></p><p class="MsoNormal"><p class="MsoNormal"><span style="mso-spacerun:yes">&nbsp;</span>Il finanziamento è stato erogato nella sua interezza La regione Calabria ha liquidato all’Accademia del Peperoncino la somma di <span style="font-family:&quot;Arial&quot;,sans-serif; color:#545454;background:white">€</span> 170,921,55 a saldo sul contributo assegnato di <span style="font-family:&quot;Arial&quot;,sans-serif;color:#545454; background:white">€</span> 345.000.00 con decreto del Dirigente di settore <span style="mso-spacerun:yes">&nbsp;</span>26 maggio 2015 prot. N, 349 pubblicato sul burc n.17 del 19 febbraio 2016 <o:p></o:p></p><p class="MsoNormal">Il festival ricopre un ruolo fondamentale per lo sviluppo del territorio, basti pensare alla crescita del numero dei turisti ( 35% delle presenze stimate) e dei visitatori ( 65% delle presenze stimate )in un periodo di elevata destagionalizzazione quale la seconda settimana di settembre. L’evento determina una buona spesa turistica che si tramuta in un arricchimento per le strutture presenti del territorio. Lo scontrino medio del visitatore è di circa 30 euro ( partecipazione senza pernottamento) quello del turista circa euro 80, posti letto disponibili nell’area bacino di utenza dell’evento n. 25.000, copertura dei posti disponibili nel periodo di svolgimento dell’evento 79%, presenze registrate complessivamente n. 220.000, popolazione residente nell’area oggetto di esecuzione dell’evento 540.000, risorse umane impegnate con contratti formalizzati nell’attuazione dell’iniziative n.40 , durata media dei contratti formalizzati con il personale n.6gg, convenzioni attivate con gli operatori turistici n.24, sponsor presenti n.50, durata dell’evento 5gg, uscite su testate locali<span style="mso-spacerun:yes">&nbsp; </span>nazionali<span style="mso-spacerun:yes">&nbsp; </span>e internazionali n.38. Dati del monitoraggio festival del peperoncino2016 effettuato con la somministrazione di questionari rivolti ai partecipanti e ai titolari di attività produttive da parte dell’Accademia del Peperoncino.<o:p></o:p></p><br></p>RIQUALIFICAZIONE VIA TOPPI (COMUNE DI CHIETI)http://monithon.org/reports/1510<font face="Cambria">Il progetto “Riqualificazione di via Toppi” è stato attuato dal Comune di Chieti per promuovere l’attrattività e la competitività territoriale, nonché la vivibilità stessa della zona, e per migliorare una situazione ambientale particolarmente degradata sotto il profilo urbanistico. Il costo del progetto è stato complessivamente di € 400.000,00 ed è stato coperto per € 357.170,00 con finanziamenti FESR, mentre alla cifra rimanente ha provveduto l’amministrazione stessa attraverso l’utilizzo di fondi residui da altre attività. In particolare si sono realizzati un sistema di arredo urbano che valorizza l’area, un nuovo impianto di illuminazione pubblica, una nuova rete di videosorveglianza e un percorso pedonale per il transito in sicurezza dei pedoni.&nbsp;</font>COMUNE DI NOCI- POLO CULTURALE CAPUCCINI- COMPLETAMENTO E AMPLIAMENTO BIBLIOTECA COMUNALEhttp://monithon.org/reports/1505<p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;text-justify:&#10;inter-ideograph;line-height:150%"><span style='margin: 0px; line-height: 150%; font-family: "Arial",sans-serif; font-size: 11pt;'>La Biblioteca del Comune di Noci ubicata dal 1967 al 2006 presso il Chiostro delle Clarisse ora ha sede presso l’ex convento dei Cappuccini grazie alla valorizzazione della struttura storica avvenuta mediante denaro pubblico. Il primo finanziamento di <strong><span style='margin: 0px; font-family: "Arial",sans-serif; font-weight: normal;'>927.440,02</span></strong> è stato gestito dal Soggetto Programmatore Regione Puglia attraverso il programma Area Vasta Valle D’Itria (Asse IV- Linea d’intervento 4.2 Deliberazione G.R. 917/2009) che ha consentito ad alcuni Paesi compresi della predetta area geografica di potersi avvantaggiare di quei Fondi Europei che la Regione Puglia ha assegnato al programma di Area Vasta, di cui Noci fa parte, al fine di una più oculata realizzazione degli obiettivi Europei. Il Piano Strategico Valle D’Itria include i comuni di Cisternino, Martina Franca, Locorotondo, Alberobello, Noci, Putignano, Castellana Grotte e Monopoli che ne è capofila perché è il Comune più grande. Nel Piano Strategico sono contenute le caratteristiche del territorio e le strategie per la crescita dello stesso. I comuni si sono riuniti per raggiungere insieme un accordo politico. Il 13 maggio 2008 fu stilata una convenzione tra questi costituendo il Piano Strategico Valle D’Itria che fu inviato in Regione e approvato il 26 gennaio 2009. Il nome dato all’Area Vasta intendeva rappresentare una grande area già nota a livello nazionale; la scelta del logo riprende una grande attrazione turistica di uno di questi paesi: il trullo.</span></p> <p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 150%; text-justify: inter-ideograph;"><span style='margin: 0px; font-family: "Arial",sans-serif;'>Il Dr Carrieri del Comune di Monopoli-Segreteria Area Vasta della Valle D’Itria, intervistato in data 24 gennaio, ci ha spiegato che gli organi ufficiali del Piano Strategico sono: l’Ufficio di piano che svolge funzioni di raccordo tra tutti gli Organi del Piano; e il Consiglio di piano composto dai Sindaci degli 8 Comuni interessati e dai Presidenti delle Province di Bari, Brindisi e Taranto, ed è presieduto dal Sindaco del Comune di Monopoli e ha funzioni di indirizzo politico. Il 28 dicembre 2009 la Giunta Regionale approvò con una Deliberazione il finanziamento del “Programma Stralcio Area Vasta Valle d’Itria”. Ci siamo chiesti: come sono confluiti e come sono stati spesi a livello locale? In base alle esigenze dei Comuni i fondi sono stati divisi nei vari assi d’intervento. In particolare fra il 2009 e il 2013 il Comune di Noci ha ricevuto 2.834.052,23 Euro e sono stati assegnati alla linea 2.4 asse che ha finanziato le scuole per&nbsp;l’energia (scuola elementare Positano e Cappuccini); alla linea 4.2 per l’aspetto culturale (ex convento Cappuccini) e la linea 6.2 che ha finanziato le zone industriali.</span></p> <p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;text-justify:&#10;inter-ideograph;line-height:150%"><span style='margin: 0px; line-height: 150%; font-family: "Arial",sans-serif; font-size: 11pt;'>&nbsp;</span></p> <p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;text-justify:&#10;inter-ideograph;line-height:150%"><span style='margin: 0px; line-height: 150%; font-family: "Arial",sans-serif; font-size: 11pt;'>Il secondo finanziamento per la ristrutturazione dell’ex Convento dei Cappuccini di Noci oggi Biblioteca comunale ammonta ad un totale di 149.922,90 euro: è stato erogato per il 68% dall’Unione Europea, per il 20.40 % dalla Regione Puglia e per l’11.60% dal Fondo di Rotazione. Al momento i pagamenti effettuati corrispondono al 100% dei fondi stanziati.</span></p> <p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;text-justify:&#10;inter-ideograph;line-height:150%"><span style='margin: 0px; line-height: 150%; font-family: "Arial",sans-serif; font-size: 11pt;'>Il progetto scelto viene classificato come infrastruttura soggetta ad un ampliamento che ne ha specificato la funzione. L’obiettivo è quello di valorizzare le risorse naturali e culturali per l’attrattività e lo sviluppo del territorio. L’accesso al secondo finanziamento e l’utilizzo delle relative somme è stato possibile grazie al comportamento virtuoso della nostra Amministrazione Comunale. L’incontro con il nostro Sindaco ci ha permesso di comprendere il meccanismo della premialità che in concreto ha consentito l’ottimizzazione della Biblioteca Comunale. A questo proposito abbiamo compreso che la programmazione regionale su Fondi comunitari, finalizzata alla realizzazione di opere pubbliche, impone tempistiche procedimentali rigorose. Vi è un monitoraggio costante dell’opera pubblica, infatti, quando viene sottoscritto il disciplinare (contratto vero e proprio) con cui la P.A., nel caso specifico il Comune di Noci si impegna nei confronti della Regione ad utilizzare i soldi a disposizione, decorre una tempistica certa: per fare la progettazione, indire la gara e l’esecuzione dei lavori. Molto importante è la rendicontazione: tutto ciò che si spende deve essere rendicontato in maniera precisa perché è su questo meccanismo, e sul relativo procedimento, che scattano i controlli serrati. La sanzione – quando la tempistica non viene rispettata e i controlli non danno esito favorevole – è la revoca del finanziamento che vuol dire che l’Ente si trova a dover restituire le somme. In alcuni casi il ribasso che si ottiene sulla procedura di gara (ribasso che la nostra Amministrazione ha realizzato) e sul costo dell’opera, viene restituito e non c’è possibilità di recuperarlo perché tale somma residua confluisce in un ulteriore Fondo che servirà a rifinanziare altre opere pubbliche. In altri casi scattano i meccanismi di premialità. Se l’Ente è stato virtuoso, preciso e puntuale nella realizzazione dell’opera ha: o la possibilità di utilizzare il ribasso d’asta o, come in altri casi in cui queste somme residue - reinserite nel Fondo utile a rifinanziare altre opere pubbliche -<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>possono riottenersi candidandosi all’ottenimento della premialità. Candidarsi a questo significa dimostrare che tutto il predetto procedimento si è chiuso in modo inappuntabile. Questo è necessario perché i meccanismi di premialità non sono automatici perché la PA rispetto al denaro pubblico utilizzato, e al fine di ottenere la premialità, deve dimostrare quale percentuale ha realizzato dell’opera pubblica con i finanziamenti precedentemente messi a disposizione, e quindi quale rendicontazione c’è (60, 70 o 80%). Così come nel procedimento principale anche nell’utilizzo del ribasso come premialità, o nell’ottenimento di altre somme nuove e diverse sempre a titolo di premialità, c’è bisogno di mantenere parametri che sono assolutamente rigidi che riguardano costi e tempi. La nostra PA è stata tempestiva e precisa nella tempistica e nella rendicontazione al fine di ottenere la premialità dei 149.000,00 euro circa al fine di completare l’opera pubblica. <span style="margin: 0px;">&nbsp;</span></span></p> TERRA DEI FUOCHI - PREVENZIONE ED INTERVENTO SUI ROGHI TOSSICIhttp://monithon.org/reports/1485<div>Nell’estate del 2014, il fronte del fuoco ha visto SMA Campania fra i principali protagonisti. Oltre alla tradizionale azione di monitoraggio effettuato attraverso il DSS (strumento di supporto alle decisioni) ed il sistema integrato di sensoristica, si è provveduto ad ampliare l'area di prevenzione con le disposizioni per il Fuoco Prescritto, vale a dire la tecnica che si attua con l’applicazione esperta, consapevole e autorizzata del fuoco su superfici pianificate, al fine di eliminare ogni elemento (arbusti e sterpaglie) passibile di combustione. La società ha realizzato inoltre progetti volti al monitoraggio della ‘Terra dei Fuochi’, che comprendono, oltre al pattugliamento del territorio, anche la geolocalizzazione degli eventi attraverso appositi devices in dotazione alle squadre operative e una prima iniziativa di partecipazione civica alla lotta contro i roghi tossici realizzata attraverso un’app dedicata ai cittadini scaricabile su smartphone. Il cittadino diventa partecipe delle attività di monitoraggio. SMA Campania, infatti, ha sviluppato un’applicazione per la popolazione che rende i cittadini “sentinelle” del territorio e mette in condizione gli stessi di interagire immediatamente con il centro operativo regionale per le segnalazioni, ad esempio, dei roghi tossici nella zona della ‘Terra dei fuochi’, cosicché le unità operative d’intervento possano lavorare per la risoluzione delle problematiche segnalate. Attraverso l’app il singolo cittadino può, con un click, scattare la foto di un rogo o di una discarica abusiva e inviarla al centro operativo, che tempestivamente geolocalizza la segnalazione e provvede all’invio di personale autorizzato (vigili del fuoco o di un operatore SMA). La società sta già pensando all’evoluzione di questa piattaforma, sviluppando un sistema GIS che riproduca in mappa tutto lo storico delle segnalazioni sul territorio campano, così da evidenziare zone particolarmente a rischio e sviluppare piani di intervento o politiche di prevenzione insieme alle amministrazioni locali. La tecnologia è uno dei vanti di SMA Campania. L’azienda è dotata di un sistema informativo antincendio boschivo (Siab). Il sistema operativo prevede anche la funzione di mappatura articolata per indicatori di rischio e vulnerabilità; il registro delle segnalazioni antincendio, la gestione degli uomini, dei mezzi e delle strumentazioni utilizzati in fase operativa; le interazioni dei sistemi trasmissivi su un’unica piattaforma eterogenea wireless e cablata. Grazie a queste funzioni risulta semplice l’archiviazione, l’organizzazione e la gestione dei dati sulle aree boschive (inventario forestale regionale, carte forestali, piani di gestione, catasto degli incendi).</div>RIQUALIFICAZIONE E VALORIZZAZIONE FORTINO SUD VIA LUPARDINI - PENTIMELE REGGIO CALABRIA. UN SOGNO DIVENUTO REALTÀ !http://monithon.org/reports/1481<font face="Times New Roman, serif">La città di Reggio Calabria è dominata da una collina in cima alla quale sorgono due Forti militari facenti parte di un sistema di fortificazioni, attestato sulla prima linea collinare della riva orientale dello Stretto di Messina, comprendente i Forti di Capo d'Armi, la Batteria di Punta Pellaro, i Fortini&nbsp; collinari di Arghilla' e le Fortificazioni di Matiniti. Furono edificati nel 1896 e sono denominati Batteria Pentimele Nord (Fortino Nord) e Batteria Pellizzeri (Fortino Sud) e hanno protetto la nostra città dagli attacchi via mare fino alla II guerra mondiale. Successivamente la zona dei Fortini è stata abbandonata, diventando un luogo degradato e pericoloso. L'ultimo sfregio risale agli anni 80 quando la zona collinare, per la sua posizione geografica che gode di un'ottima copertura radio, è stata invasa da decine di antenne FM che tuttora sono in funzione ad uso dei grandi network nazionali e locali. A causa dello stato di abbandono la zona, pur essendo vicinissima alla città, non è densamente popolata e non ospita strutture ricettive di nessun tipo (ad eccezione del b&amp;b Giardini di Ausonia) . Il recupero strutturale ed architettonico del Forte Umbertino è&nbsp; rientrato nei 46 nuovi interventi di restauro nelle regioni dell’Obiettivo convergenza: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Il valore complessivo degli interventi, tutti immediatamente cantierabili, era di oltre 135 milioni di euro. Per la Calabria erano in programma interventi per un valore complessivo di 26,8 milioni di euro. Gli interventi programmati nel territorio calabrese erano 14 e tra questi il Fortino di Pentimele, per il quale fu previsto un intervento di restauro e risanamento&nbsp; conservativo al fine di ottenerne la valorizzazione e l’integrazione culturale.&nbsp; Scopo del cantiere era creare all’interno di Reggio Calabria un attrattore culturale turistico che rappresentasse un volano di crescita per le comunità presenti. L’intervento ha previsto, attraverso i lavori di recupero e valorizzazione del Forte, dei percorsi, dei luoghi e dei diversi ambiti di cui si compone l’attrattore, la creazione di un itinerario storico oltre che il miglioramento delle condizioni di sicurezza, accesso e fruibilità.</font>AGRIVET-centro per l’innovazione dei sistemi di qualità, tracciabilità e certificazione dell’agroalimentare.http://monithon.org/reports/1480Noi ragazzi del Team Walking Together, della classe 4 E Servizi per l’Enogastronomia dell’Istituto “Antonello” di Messina, abbiamo scelto di monitorare il progetto Agrivet, perché riguarda il trattamento e la certificazione della qualità dei cibi, tema vicino al nostro indirizzo di studi. Tale progetto ha permesso di realizzare, presso la Facoltà di Veterinaria dell’Università di Messina, il laboratorio ASLab Aroma and Sensory Laboratory, dove si svolgono analisi accurate sulla qualità sensoriale degli alimenti. Attraverso una ricerca iniziale fatta sul sito di Open Coesione, abbiamo appreso che AGRIVET “Centro per l’innovazione dei sistemi di Qualità, Tracciabilità e Certificazioni dell’Agroalimentare” è sorto grazie al Programma POR FESR Sicilia 2007- 2013, Asse IV, riguardante la diffusione della ricerca, dell’innovazione e della società dell’informazione, Obiettivo Operativo 4.1.2., Linee di Intervento 4.1.2., e che ha come Obiettivo Specifico quello di Promuovere e favorire la collaborazione tra sistema della ricerca e imprese. Il soggetto Programmatore è la Regione Siciliana, mentre quello Attuatore è l’Università degli Studi di Messina. Il progetto ha avuto inizio l’11 novembre 2015, si è concluso il 17 dicembre dello stesso anno ed ha ricevuto un contributo di euro 8.917.351,57, erogato per il 75% dall’Unione europea, il resto è stato coperto da sovvenzioni statali e regionali, ed è stato finanziato per il 100% della cifra.Da Capo A Piedihttp://monithon.org/reports/1478<div><font face="Times New Roman, serif">Il progetto scelto dal team SportivaMente riguarda i lavori di adeguamento degli impianti sportivi di via delle Aie, questo progetto riguarda l'inclusione sociale e i servizi per la qualità della vita e l'attrattività territoriale. I lavori sono iniziati nel 2015, si sono interrotti a causa di vari problemi a metà novembre 2015, per poi riprendere e per terminare il 20 dicembre 2017. Attualmente i finanziamenti sono stati erogati solo in parte, si procederà alla richiesta del saldo, e poiché, come evidenziato nel quadro economico di contratto, ci sono delle economie d'appalto di € 22.571,30, chiederemo alla Regione Autonoma della Sardegna di poterle utilizzare per opere complementari e di completamento.</font></div><div><br></div>SVILUPPO RACCOLTE DIFFERENZIATE IN MONTESILVANOhttp://monithon.org/reports/1472E' un progetto che mira a migliorare la raccolta differenziata nel territorio comunale di Montesilvano, attraverso il poizionamento di nuovi bidoni in molte vie della città, l'inizio della raccolta porta a porta a Montesilvano colle e in alcune zone di Montesilvano mare, la creazione di un'isola ecologica dove conferire rifiuti anche al di fuori dell'orario prestabilito e infine la nascita di un centro di raccolta come strumento complementare alla raccolta porta a porta, un'area, cioè, dove conferire i rifiuti che non vengono raccolti durante il porta a porta. Oltre a ciò è stata varato anche un piano educativo finalizzato alle scuole primarie e alle scuole secondarie di primo grado del comune che mira a sensibilizzare i ragazzi alla raccolta differenziata.&nbsp; &nbsp;&nbsp;REALIZZAZIONE CCR COMUNE DI MARTINA FRANCAhttp://monithon.org/reports/1435Il progetto di "Adeguamento e ristrutturazione dei Centri Comunali di Raccolta", in località Ortolini e Zona Industriale del Comune di Martina Franca, si inserisce nel più ampio piano di dotarsi&nbsp; di&nbsp; un&nbsp; sistema&nbsp; di&nbsp; raccolta&nbsp; e&nbsp; smaltimento&nbsp; che possa,&nbsp; in&nbsp; maniera&nbsp; efficiente,&nbsp; far raggiungere alte percentuali di raccolta&nbsp; differenziata dei rifiuti urbani e ridurre quindi i quantitativi di rifiuti che vengono smaltiti sotto forma indifferenziata.<br>I due Centri Comunali di Raccolta sono stati inglobati nella gestione dei servizi di raccolta e smaltimento appaltati per l'ARO TA 2, a cui Martina Franca appartiene, alla società MONTECO S.r.l.<br>Il progetto, focalizzato sul tema della raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta” in città, 16407 utenze domestiche, e nell’agro,&nbsp; 295,42 Kmq e 11961 utenze domestiche, distribuite nella zona rurale e nelle contrade, è stato vivisezionato con la motivazione principale di accrescere le competenze sulle tematiche:<br><ul><li>&nbsp;ambientali;</li><li>di sviluppo del territorio offerte dalle politiche di coesione;</li><li>dei processi amministrativi degli Enti pubblici;</li><li>di attuazione della “Carta della cittadinanza digitale” per garantire ai cittadini e alle imprese il diritto di accedere a tutti i dati, promuovere la cultura degli open data,&nbsp; sensibilizzare il territorio per migliorarne la fruibilità e incentivarne il riuso;</li><li>• legate alle richieste di piena cittadinanza e di vita adulta finalizzate a rimettere al centro </li><li>la persona, con i suoi bisogni e le sue ambizioni;</li><li>inerenti legalità, trasparenza e accesso civico agli atti della Pubblica Amministrazione.</li></ul>Obiettivo è quello di&nbsp; promuovere uno stile di vita per affermare una visione di città: <br><ul><li>vificata dalla partecipazione civica dei cittadini parte integrante e&nbsp; attiva di un sistema culturale ed economico che agisce come Comunità;</li><li>sostenibile&nbsp; ottimizzando&nbsp; l’uso&nbsp; delle&nbsp; risorse, riducendo l’impatto&nbsp; ambientale, mantenendo&nbsp; la&nbsp; crescita&nbsp; economica&nbsp; e&nbsp; la&nbsp; qualità&nbsp; della vita, garantendo i diritti di tutti i cittadini ed in particolare dei più svantaggiati.</li></ul>RESTAURO DELLA"EX PALAZZINA DELLE TERME" E DELL'"EX CINEMA DI VIA CRISPI" DI PROPRIETà COMUNALE DA DESTINARE A SEDE DEL MUSEO DELL'ISTITUTO PER LE RELAZIONI CON L'ORIENTEhttp://monithon.org/reports/1380<div>Il nostro monitoraggio civico, che ha come fonte il sito&nbsp; www.opencoesione.gov.it , riguarda il progetto I82C13000110006 relativo al Restauro dell’”ex palazzina delle terme” e dell’”ex cinema di via Crispi” di proprietà comunale da destinare a sede del Museo dell’Istituto per le Relazioni con l’Oriente. Programmatore è la Regione Marche,&nbsp; attuatore è il Comune di Macerata. La data di inizio prevista&nbsp; per i lavori era il 30 ottobre 2015, e la data di fine prevista il 22 gennaio 2017. Abbiamo scelto questo progetto perché secondo noi la realizzazione&nbsp; di questo museo potrebbe aumentare l’afflusso turistico nella città di Macerata da parte di&nbsp; turisti italiani e stranieri, interessati al legame del proprio territorio con la cultura orientale. L’aumento del turismo permetterebbe non solo uno sviluppo culturale, ma anche economico, grazie alle risorse apportate&nbsp; dai visitatori.</div><div><br></div><div>Il&nbsp; finanziamento totale previsto è di è di 3.406.800,00 euro. La&nbsp; spesa complessiva erogata dal Fondo per lo sviluppo e la coesione nell’ambito del programma&nbsp; PAR FSC MARCHE è costituito da 2.656.800 euro mentre&nbsp; il Comune ha preventivato un contributo di 750.000 euro. Ad oggi i finanziamenti risultano essere il 22% della spesa totale, ossia 743.444,65 euro.</div><div><br></div><div>Abbiamo cercato informazioni sull’Istituto Relazioni l'Oriente (I.R.O.) Originariamente il nome era: “ Istituto Matteo Ricci per le relazioni con l'Oriente”, nato nel 2001 con l'intento di coltivare e promuovere la memoria storica della figura e dell'opera di Matteo Ricci, insieme a quella degli altri orientalisti che le Marche hanno offerto al mondo come&nbsp; Severini e Tucci. L'istituto si poneva tra gli altri l'obbiettivo di partecipare al dialogo interculturale tra Occidente e Oriente e quello di operare per conto degli enti consociati riguardo ai programmi e ai progetti attuativi relativi all'Oriente. La Regione Marche intendeva sostenere la realizzazione dell’ I.R.O., con il compito di promuovere e favorire rapporti economici, perseguire finalità culturali, formative, sanitarie, scientifiche, artistiche, realizzare studi e ricerche come pure elaborare ed attuare programmi di particolare rilevanza, organizzare eventi significativi utili a migliorare e sviluppare i rapporti tra le Marche e l'Oriente, ed in modo particolare con la Cina, nel quadro dei rapporti esistenti anche a livello governativo. La città di Macerata era stata individuata come sede principale dell'Istituto. Il Comune aveva previsto il pieno recupero ed adeguamento funzionale di Palazzo Trevi Senigallia. La Regione Marche aveva già destinato fondi straordinari per realizzare gli interventi strutturali e di adeguamento dello storico edificio.&nbsp;</div>PANTELLERIA- LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA E CONSOLIDAMENTO DEL MOLO DI SOPRAFLUTTO DALLA PROGR.260,30ML. ALLA PROGR.613,10ML.http://monithon.org/reports/1357Il progetto ha riguardato i lavori di consolidamento e di messa in sicurezza del molo di sopraflutto del porto di Pantelleria. PALAZZINA DI CACCIA DI STUPINIGI - RESTAURO CONSERVATIVO E OPERE DI COMPLETAMENTOhttp://monithon.org/reports/1355Il progetto di restauro della Palazzina di Caccia di Stupinigi ha avuto come obiettivo la valorizzazione delle risorse naturali, culturali e paesaggistiche locali, trasformandole in vantaggio competitivo; il tutto per aumentare l'attrattività , anche turistica, del territorio, migliorare la qualità della vita dei residenti e promuovere nuove forme di sviluppo economico sostenibile. Inoltre con il finanziamento si sono voluti promuovere i beni e le attività culturali quale vantaggio comparato delle Regioni italiane per aumentarne l'attrattività territoriale, per rafforzare la coesione sociale e migliorare la qualità della vita dei residenti.Bike to coast litorale del comune di montesilvanohttp://monithon.org/reports/1312Il progetto prevede la realizzazione e sistemazione della parte montesilvanese della cosiddetta Bike to Coast, la pista ciclabile che collegherà 131 chilometri di costa abruzzese da San Salvo a Martinsicuro. Una buona parte dell’opera è stata realizzata su gestione del comune di Montesilvano, che ha anche chiesto poi alla provincia di Pescara, la quale avrebbe dovuto ultimare i lavori, di sospenderli per rendere praticabile la pista ciclabile durante l’estate scorsa.Azioni Attività ed Interventi finalizzati al mantenimento dell'efficienza della rete idrica comunale di Termolihttp://monithon.org/reports/1281<div>L’intervento di cui al presente progetto prevede la sostituzione della rete di distribuzione idrica a nord dell'abitato di Termoli, lungo la s.s.16 Adriatica. Proveniente dalla parte alta dell'abitato, essa raggiunge la vecchia S.S.16 in corrispondenza della foce del torrente Sinarca per poi assumere un andamento rettilineo lungo la strada, fino a raggiungere il limite del territorio comunale, al confine con il territorio di Petacciato.</div><div><br></div><div>La linea di distribuzione dell'acqua che presenta problemi è quella a servizio della zona a mare a nord dell'abitato.</div><div>In tale zona la condotta, una vecchia condotta in acciaio di diversi diametri, è parallela alla rete ferroviaria e perciò, sottoposta a consistenti correnti vaganti, indotte dalla linea elettrica delle ferrovie. Per effetto di tali correnti, nel corso degli anni si sono verificate e continuano a verificarsi notevoli perdite che hanno portato e portano alla necessità di continui e costosi interventi di riparazione, con perdite consistenti di acqua e incremento dei costi di gestione. La condotta esistente è stata sottoposta a numerosissimi interventi di riparazione, spesso di sostituzione, e ancora evidenzia continue interruzioni, perdite copiose, spesso scarsamente evidenti, a causa della natura sabbiosa di gran parte dell'area di sedime.</div><div>Per questo motivo, giudicando non più sostenibile la situazione, l'Amministrazione è giunta alla determinazione di sostituirla, con il rispetto, ove necessario, delle dimensioni attuali, affiancando una nuova a quella esistente e riallacciando le utenze esistenti.</div><div><br></div><div>Gli interventi finanziati, pertanto prevedono la sostituzione della linea di distribuzione idrica (condotta in acciaio), con posa in opera di una nuova in PeAD. La nuova linea correrà parallelamente ed affiancata a quella vecchia, sottostrada, ed andrà ad alimentare le varie derivazioni direttamente nei pozzetti esistenti. In tal modo, a seguito dei lavori, nulla sarà visibile, a meno di piccoli chiusini che consentiranno le operazioni di manovra su saracinesche, valvole, sfiati e scarichi e nulla si modificherà a livello percettivo lasciando praticamente immutato anche l'aspetto paesaggistico caratteristico della zona. In aggiunta, l’intervento si ritiene di alta valenza ambientale atteso che si avrà un importante contenimento delle perdite idriche, particolarmente frequenti nella zona.</div><div><br></div><div>La nuova condotta seguirà, sostanzialmente, l’andamento della vecchia condotta.</div><div>La vecchia linea di adduzione, come detto, proviene da Sud, in particolare dal serbatoio di Porticone, costeggia il vecchio ponte della statale e, dopo aver aggirato la Torretta lato mare, prosegue verso nord parallelamente alla ex S.S. 16 Adriatica. La nuova condotta, per questioni di opportunità e di facilità dei successivi ed eventuali interventi manutentivi, sarà posta sotto strada, traendo origine dal pozzetto in corrispondenza del fabbricato “ex ristorante da Guido", seguendo l’andamento della ex S.S. 16 sino quasi al confine con Petacciato. Dalla medesima sezione un tratto di condotta procederà verso Sud-Est per circa 250,00 m (sin quasi alla Torretta) per poter alimentare, nel futuro, le utenze ivi presenti.</div><div>Rispetto alla vecchia condotta la nuova sarà tutta posta sotto strada (in corrispondenza della banchina/pista ciclabile). Le uniche differenze planimetriche tra le due condotte sono in corrispondenza della Torretta (come sopra descritto) e del “grattacielo” dove attualmente la vecchia condotta abbandona la ex S.S. n. 16 per percorrere una strada verosimilmente privata.&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div>BASILICATA ECOLOGICAL GREEN HUB: RETE NATURA 2000http://monithon.org/reports/1256<div>Rete Natura 2000 Basilicata, costituita da 50 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e 17 Zone di Protezione Speciale (ZPS), rappresenta il 17,1% della superficie regionale. E' un sistema di aree protette, parzialmente sovrapposte ad altre forme di tutela del territorio, che confluiscono in un progetto olistico mirato a coniugare la tutela della natura e del paesaggio con le istanze di sviluppo e benessere delle popolazioni locali. Rete Natura 2000 è il luogo del divenire della biodiversità locale dove diventa necessario saper collegare, in una visione integrata, agricoltura, imprese, economia, risorse naturali, ambiente e cultura. Inoltre rappresenta il 17,5% del territorio terrestre dell' Unione Europea con 26106 Siti di Importanza Comunitaria di cui 22594 SIC/ZSC (Dir. Habitat) e 5347 ZPS (Dir. Uccelli) e mira a conservare gli ambienti più interessati dal punto di vista naturalistico.</div><div>La regione ha affrontato il tema Rete Natura 2000 con un approccio sistemico, simultaneo su tutti i siti comunitari, gestito direttamente dall'Ufficio tutela della Natura del dipartimento Ambiente, Territorio Politiche della Sostenibilità. L'intero programma è stato valutato da u a Cabina di Regia formata da Enti di Ricerca di livello nazionale e di alto profilo scientifico: SISF - CONISMA - CNR - IAMC - ENEA - INEAISPRA - Forum Plinianum - Università della Basilicata (Dipartimenti di ingegneria, agraria, economia, architettura) - Università della Calabria (Dipartimento di ecologia) e si è avvalso di professionisti con profili professionali multidisciplinari (botanici, zoologi, forestali, agronomi, geologi, ingegneri ambientali, architetti).</div><div>Sui finanziamenti ricevuti che ammontano a un toyale di 1350000,00$ (tra cui 432000,00$ ricevuti dall' Unione Europea, 734400,00$ ricevuti dal fondo di rotazione co-finanziamento nazionale e 182600,00$ ricevuti dalla regione Basilicata) i pagamenti effettuati in totale sono stati compiuti tutti al 100%.</div><div>I fondi spesi sono stati tutti stati stanziati e utilizzati maggiormente per gli esperti e per le attrezzature come computer portatili (work station), proiettori, fotocamere ad infrarossi, GPS e droni per la perlustrazione delle zone e i trasporto, ma anche per il materiale divulgativo e per due eventi internazionali.</div><div>L'inizio previsto è stato nel 2013,e l' effettiva fine il 31 dicembre 2015 anche se sul sito di Opencoesione risulta che il pagamento effettuato è del 96%. Quindi questo progetto è terminato ma verranno realizzati successivamente nuovi progetti collegati ad esso.</div>(R)INNOVARE L'AMBIENTEhttp://monithon.org/reports/1245<p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Alcuni studenti dell’Istituto Superiore Raffale Mattioli – Istituto Tecnico Economico – (5 alunni della classe quinta sezione A, 5 alunni della classe quinta sezione B e 5 alunni della classe quarta sezione B) di San Salvo, grazie all’iniziativa del professor Giuseppe Gallo, hanno aderito al progetto nazionale "A scuola di Opencoesione".</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">L'obiettivo principale di questo lavoro è stato quello di analizzare la spesa dei fondi, con i quali sono state finanziate opere pubbliche, stanziati dall'Unione Europea.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Un progetto molto importante per il nostro territorio che è stato finanziato con fondi Por Fesr 2007/2013, per un ammontare di 2.150.000,00 euro nel 2013 per la bonifica di una discarica RSU, chiusa sul finire degli anni ’90, presente su un territorio la cui attività è prettamente agricola, con prodotti che si fregiano della denominazione “biologico”.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Un progetto di recupero quindi, molto importante per la comunità sansalvese e per la sua economia agricola.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Questo progetto per noi è stato un'opportunità per comprendere l’importanza delle tematiche ambientali dato che c'è stata la possibilità conoscerle e comprenderle, grazie all’ascolto di testimonianze dirette, della giornalista Antonia Schiavarelli, dell'assessore all’ambiente del comune di San Salvo Angiolino Chiacchia, dell'amministratore della Cupello Ambiente Rocco Bonassise e di Dino Di Fabio della Polizia locale che si occupa prettamente di ambiente sul nostro territorio.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Il nostro lavoro di ricerca ha riguardato tutto il territorio, chiarendoci il modo in cui in passato è stato trattato il tema rifiuti.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Sono 24 le discariche non ancora bonificate nella nostra regione che comportano una multa della Comunità Europea di 200.000 euro annui.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Nel vastese sono 5 le discariche con un indice di pericolosità superiore a 90/100, tutte sono state oggetto di finanziamenti POR FESR della regione Abruzzo, ma solo a San Salvo i lavori sono stati già ultimati.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Dal lavoro di ricerca negli archivi comunali abbiamo potuto tessere la storia della discarica in oggetto.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">L’iter per la bonifica della RSU del Bosco Motticce cominciò nel 1990, con il progetto dell'ingegnere Giovanni Leve.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Nel 1998 il consiglio comunale stanziò i primi 420milioni di lire.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Nel 2002 venne approvato un piano di finanziamento regionale che servì a compiere un primo piano di caratterizzazione della discarica che monitorava tutte le sostanze ad essa sottostanti ed il grado di inquinamento del territorio ad essa circostante.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Solo nel 2007 però venne consegnato il piano di caratterizzazione e nel 2010&nbsp; la discarica venne inserita nell'elenco regionale dei siti contaminati dell’ARTA (ente regionale ambientale) con indice di pericolosità 96.55/100. Ciò permise di rendere la discarica del Motticce come una delle prime discariche finanziabili per la bonifica.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">L'8 febbraio 2012 venne approvata la graduatoria delle discariche dismesse da bonificare. Il bando per l'affido dei lavori venne fatto nell'agosto del 2013 e vennero affidati nel dicembre dello stesso anno ed iniziati nel giugno 2014 dalla ditta Di Donato.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">L’opera è stata collaudata il 29 novembre 2016 e riconsegnata alla città.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">La bonifica di bosco Motticce è un'opera importantissima, un altro risultato importante dell'azione di difesa ambientale che può vantare il comune di San Salvo con la sistemazione di un'area di 20.000 metri quadri.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">E’ giunta anche la certificazione dell'agenzia regionale per la tutela ambientale che conferma il completamento di questo intervento tra i primi in Abruzzo rispetto al finanziamento ottenuto.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">La nuova sfida ambientale della città è ora quella di poter bonificare i siti rimanenti, come ladiscarica EX-SAPI, insistente in un sito perimetrale alla discarica del Motticce.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">La discarica EX-SAPI, nel 1988 venne definita abusiva in quanto sembra che fosse stata aperta come cava ma utilizzata per altri fini. Venne aperta nei primi anni '70 è chiusa nel '97 dopo numerose denunce degli agricoltori.&nbsp;</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Oggi il nostro territorio conferisce la nostra immondizia presso il consorzio comunale CIVETA. Aperto nel 2000, nel territorio di Cupello in contrada Valle Cena, grazie al consorzio di 8 comuni, ė attualmente commissariato dalla Regione Abruzzo, in quanto a breve dovrà essere incluso nell’Agir (Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti).&nbsp;</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">E’ a questo impianto che abbiamo fatto visita, per vedere in prima persona come oggi vengono gestiti i rifiuti.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Grazie al signor Rocco Bonassise amministratore della Cupello Ambiente, società che gestisce gli impianti, abbiamo compreso in che modo vengono costruite le discariche, l’attenzione posta all’ambiente circostante e le misure messe in atto affinché, i nostri rifiuti non inquinino ulteriormente l’ambiente circostante.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Grazie alla diffida per procedura di infrazione comunitaria, dunque, tutti i comuni sono stati costretti a redigere piani di bonifica delle discariche e dei siti inquinati e ad iniziare i lavori per la loro bonifica.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Un’azione che probabilmente dati i costi non sarebbe stata intrapresa con la stessa solerzia dai comuni interessati.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Il nostro è un territorio che in passato ha subito molto in termini ambientali, ce lo hanno ricordato gli anziani sansalvesi che abbiamo incontrato durante la nostra ricerca. Loro hanno memoria di quanto avvenne sul finire degli anni '80 nelle nostre campagne, una memoria che dovrebbe essere ascoltata da quanti dovrebbero provvedere alla salubrità ambientale del nostro territorio, oltre a far ricorso a strumentazioni tecnologicamente all'avanguardia.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Questo progetto ci ha fin da subito appassionato e ci ha permesso, grazie ad uscite sul campo, di conoscere il processo di gestione dei rifiuti nel passato e nel presente, permettendoci di diventare cittadini e studenti più consapevoli dei luoghi in cui viviamo.</p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"><br></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white">Questa iniziativa inoltre, a nostro avviso, sarà di supporto a quanti, nello svolgere la loro opera di controllo, potranno fruire di occhi chiamati a guardare in prima persona, occhi di giovani donne e uomini, la cui opinione non può essere facilmente strumentalizzata.</p>INTERVENTI EX CAVA DI MASO, QUART. S. RITA CARBONARA 2 - CONSOLIDAMENTO PARETE ROCCIOSA NORDhttp://monithon.org/reports/1167L'obiettivo della nostra ricerca di monitoraggio civico è comprendere la situazione relativa al finanziamento destinato agli interventi di recupero di un ex parco cittadino del nostro quartiere: "Cava di Maso", colpito da un'alluvione nel 2005 e ancora inutilizzato. Dalla nostra prima fase di indagine su OpenCoesione, durante il primo step del nostro studio, abbiamo appreso che sono stati effettuati pagamenti pari al 3% degli investimenti totali, per il nostro punto di partenza è stato quello di indagare per comprendere le motivazioni alla base del forte ritardo nella concessione dei finanziamenti per il recupero di quest'area. Il nostro interesse è ancora più rilevante se si considera che il parco in questione è nel quartiere in cui viviamo e in cui si trova la nostra scuola ed era da noi frequentato quando eravamo piccoli. Questo è il nostro impegno, non solo di studenti, ma anche di cittadini attenti alla tutela e valorizzazione del proprio territorio, partendo dallo studio di un bene che i finanziamenti previsti dovranno recuperare in seguito ad un evento alluvionale che nel 2005 ne ha comportato la chiusura. Prima di procedere, ci sembra utile spiegare cos'è la "CAVA DI MASO": è un cratere rettangolare e profondo scavato nel calcare di Bari, al centro del quartire Santa Rita, che, una volta riqualificata, ha funzionato come parco urbano fino al 23 ottobre 2005, giorno in cui l'ultima grande alluvione nella storia della città ha colpito Bari. Quel giorno le acque del torrente Picone, in piena per delle precipitazioni di intensità straordinaria, riempirono letteralmente la cava, allagandola gradualmente e ricoprendo definitivamente con il fango i campetti da calcio, gli spogliatoi, il palco e tutte le altre strutture sul fondo della cava ricordando così che Bari è una città ad alto rischio idrogeologico. Nel corso della stessa alluvione che distrusse il parco urbano di Cava di Maso hanno trovato tragicamente la morte sei persone. In seguito a vicissitudini politiche di varia natura, la Cava di Maso non ha più rivisto la luce, con buona pace dei cittadini di un quartiere già privo di infrastrutture e carente dal punto di vista dei servizi. Grazie alla partecipazione al progetto A scuola di OpenCoesione, noi studenti abbiamo finalmente avuto occasione di risvegliare l’attenzione dei cittadini del quartiere su cosa le amministrazioni locali intendano fare per recuperare un’area che ormai da più di dieci anni versa in stato di abbandono e degrado. Come abbiamo potuto vedere sul portale di Opencoesione, Cava di Maso rientra negli investimenti stanziati dalle politiche di coesione per il 2007-2013, con uno stanziamento notevole di 4.430.000,00&nbsp; di euro, di cui però sono stati effettivamente spesi solo 116.879,18 euro al 2016, pari a circa il 3% dell'investimento complessivo. Dalle nostre indagini approfondite e dagli incontri con i responsabili delle amministrazioni locali preposte alla gestione del finanziamento, abbiamo appreso che sono stati appaltati i lavori per la messa in sicurezza ed il futuro recupero della cava che, una volta riempita, diventerà il secondo parco cittadino di Bari. In seguito al nostro lavoro di ricerca e coinvolgimento attivo, le amministrazioni locali hanno dimostrato disponibilità ad accogliere le nostre proposte per trasformare l’area in una struttura ludico-ricreativa e sportiva per i giovani del nostro quartiere.Una bottega storica romagnola, il molino Quercioli di Bagnacavallohttp://monithon.org/reports/1165<div>Il Molino Quercioli è ubicato a Villa Prati di Bagnacavallo (Ravenna), ed è riconosciuto come bottega storica del Comune; è inoltre uno dei tredici mulini edificati per utilizzare le acque del canale artificiale Naviglio Zanelli, costruito nel XVIII secolo, dal conte Scipione Zanelli per la navigazione da Faenza al Po. Opera sul territorio dal 1840 e produce farina secondo la tradizione romagnola da quattro generazioni, utilizzando materia prima esclusivamente coltivata e raccolta nel territorio ravennate. Il molino effettua anche la vendita diretta presso lo stabilimento artigianale. I principali prodotti dell'attività sono farine di avena, orzo, crusca, altri cereali, alimenti integrali e naturali, legumi e misto granaglie. Inoltre l'azienda si occupa della commercializzazione di prodotti zootecnici per giardini e orti.</div><div><br></div><div>L'adesione al progetto Opencoesione è nata dalla volontà di recuperare un locale destinato a magazzino, per potervi inserire un nuovo ramo della azienda che doveva essere quello della produzione e somministrazione di piadina romagnola, salumi tipici, formaggio della zona, verdure locali e piccola pasticceria. La struttura da riqualificare è adiacente al molino, all'interno dell'area cortilizia, proprio sull'argine del Canale Naviglio, dove è stata realizzata dall'Ente Pubblico una pista ciclabile facilmente raggiungibile attraverso un ponticello che collega Bagnacavallo alla zona delle Erbe Palustri (Villanova, sede del noto Museo delle Erbe Palustri).</div>LAVORI DI INTEGRAZIONE ADEGUAMENTO E MODIFICA DELLE DOTAZIONI DEGLI IMPIANTI PRELIMINARI ALL'APERTURA DEL NUOVO MUSEO DI MESSINAhttp://monithon.org/reports/1160<div>Il progetto mira all’adeguamento dell’impiantistica e delle dotazioni del Nuovo Museo di Messina ed al restauro e alla rifunzionalizzazione museologica della sede storica. Il soggetto programmatore ed attuatore del progetto è la Regione Sicilia. Il progetto si colloca all’interno di un quadro più ampio di interventi finanziati dalla politica di coesione europea, finalizzata a promuovere nelle regioni europee meno favorite la qualificazione, la tutela e la conservazione del patrimonio storico-culturale, favorendone la messa a sistema e l'integrazione con i servizi turistici, anche al fine di aumentare l'attrattività dei territori.</div>RESTAURO E RECUPERO DEI BASTIONI DI CARLO V (II STRALCIO)http://monithon.org/reports/1101“Restauro e Recupero dei bastioni di Carlo V” è stato finanziato con fondi strutturali (fondo Europeo di sviluppo regionale- FESR) della programmazione 2007/2013 nell’ambito del programma operativo della regione Lazio (POR FESR LAZIO). Il finanziamento è stato previsto in un’ottica di continuità con i precedenti interventi che sono stati realizzati nel decennio precedente e che hanno messo in sicurezza la zona circostante. Con riferimento al progetto ora monitorato, il finanziamento previsto è stato pari a 700.000 euro di cui 151.580 di fondi europei, 145.888 di co-finanziamento nazionale (tramite il fondo di rotazione) e 402.538 euro con risorse pubbliche della regione Lazio e del comune di Gaeta. La ristrutturazione ha interessato sia l’interno che l’esterno della struttura, permettendo un’effettiva valorizzazione del sito storico ai fini di una futura utilizzazione dell’area a scopi culturali e turistici. L’accesso all’interno dei Bastioni ha consentito di verificare il completamento dell’opera avvenuto con un ritardo di un anno rispetto ai tempi programmati (fine prevista maggio 2013, effettiva Maggio 2014). La causa di questo slittamento è dovuta a motivi burocratici di contrattualistica e alla posizione geografica della struttura che ha rallentato (specie nei periodi di tempo impervio) i lavori del cantiere. Il sito storico-culturale è aperto solo su richiesta e in occasioni particolari, risultando poco sfruttato anche a causa dell’assenza di servizi igienici. Di conseguenza, dalla visita è stata riscontrata la mancanza di manutenzione periodica dovuta proprio allo scarso utilizzo che ne viene fatto.AEROPORTO DI PALERMO WIND SHEAR (PROGETTO DI COMPLETAMENTO)http://monithon.org/reports/1099<div>Il progetto AEROPORTO DI PALERMO WIND SHEAR prevede l’installazione di particolari dispositivi elettronici nell'area aeroportuale al fine di monitorare il fenomeno del wind shear e consentire, ai piloti degli aerei, l’adozione di adeguate contromisure. Il progetto prevede finanziamenti pubblici pari a 7.651.277,28 euro ed è stato avviato in data 8 gennaio 2014. La chiusura era prevista in data 30 novembre 2015 e ad oggi il progetto non risulta ancora completato. Ente programmatore Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Ente attuatore ENAV SPA - Ente nazionale per l'assistenza al volo. La difficoltà dei piloti consiste nel mantenere il corretto assetto di volo nelle fasi di atterraggio e di decollo in presenza delle turbolenze causate dal fenomeno.</div><div>Per migliorare la sicurezza dei voli è necessario un sistema che consenta il rilevamento del fenomeno, non esclusivamente in prossimità della pista, ma anche a distanze maggiori, 10 km circa dalla pista, per consentire al pilota di adeguarsi in tempo alle condizioni di volo. Il progetto che stiamo monitorando prevede al momento l'integrazione dei seguenti sottosistemi: LLWAS e LIDAR. Il sistema acquisirà i dati dei sottosistemi, elaborandoli e presentandoli in tempo reale all'operatore, offrendo un'interfaccia funzionale dedicata per Operatori Meteo, CTA e tecnici.</div>PONTE NUOVO SUL FIUME PESCARA - SVINCOLO CAMUZZI/ASSE ATTREZZATOhttp://monithon.org/reports/1528<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;Helvetica Neue&quot;; mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; mso-fareast-language:EN-US;mso-bidi-font-weight:bold">E’ un ponte per il transito ciclo-pedonale e veicolare su ruote situato nella città di Pescara che attraversa le due sponde del fiume Aterno-Pescara collegando, via Gran Sasso con il complesso delle Torri Camuzzi. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;Helvetica Neue&quot;; mso-fareast-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; mso-fareast-language:EN-US"><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>Volterra Stationhttp://monithon.org/reports/1525<i><font color="#005000" face="Arial">STAZIONE DI MARINO - NUOVO PRG E SOTTOPASSO, REALIZZAZIONE RAMPE, SOTTOPASSO PER ACCESSIBILITÃ&nbsp; DIVERSAMENTE ABILI E PENSILINE</font></i>pagoPAhttp://monithon.org/reports/1522Il progetto che stiamo seguendo(PagoPA) è il metodo di pagamenti elettronici realizzato per rendere più semplice, sicuro e trasparente qualsiasi pagamento verso la Pubblica Amministrazione.si possono effettuare i pagamenti direttamente sul sito o sull’app dell’Ente (il tuo comune, ad esempio) o attraverso i canali (online e fisici) di banche e altri Prestatori di Servizio a Pagamento (PSP). pagoPA permette di pagare tributi, tasse, utenze, rette, quote associative, bolli e qualsiasi altro tipo di pagamento verso le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali, ma anche verso altri soggetti, come le aziende a partecipazione pubblica, le scuole, le università, le ASL. Con il sistema pagoPA si possono fare pagamenti verso tutti gli Enti della Pubblica Amministrazione, tutte le società a controllo pubblico e verso società private che forniscono servizi al cittadino purché aderiscano all’iniziativa. COINCART (COLLABORATION IN CARTOONS): INNOVAZIONE DEL PROCESSO DI CREAZIONE DEL CARTONE ANIMATO ATTRAVERSO STRUMENTI DI CO-DESIGN E WEB 2http://monithon.org/reports/1520<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"><span style="font-family:&quot;Calibri Light&quot;,sans-serif;mso-ascii-theme-font:major-latin; mso-hansi-theme-font:major-latin;mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-theme-font:minor-bidi">Il progetto che il&nbsp;</span><span style="font-family: &quot;Calibri Light&quot;, sans-serif;">nostro team, ToonAgers, ha&nbsp;</span><span style="font-family: &quot;Calibri Light&quot;, sans-serif;">scelto di monitorare e indagare attraverso il portale Open Coesione dapprima e mediante ricerche e interviste dirette poi, è “Coincart (Collaboration in Cartoons): Innovazione del processo di creazione del cartone animato attraverso strumenti di Co-Design e Web 2” elaborato e attuato dall’azienda Gama Movie Animation S.r.l. di Fabriano (AN), l’unica realtà nel territorio fabrianese ad interessarsi di animazione e cartoni animati, divulgando lo slogan “</span><u style="font-family: &quot;Calibri Light&quot;, sans-serif;">Fabriano città della carta e del cartone</u><span style="font-family: &quot;Calibri Light&quot;, sans-serif;">” e vincendo numerosi premi con la sua ultima creazione animata “Star Key”.&nbsp;</span></p><p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"><span style="font-family: &quot;Calibri Light&quot;, sans-serif;">Proprio per realizzare la serie animata “Star Key” l’azienda ha aderito ad un bando europeo</span><span style="font-family: &quot;Calibri Light&quot;, sans-serif;">&nbsp; </span><span style="font-family: &quot;Calibri Light&quot;, sans-serif;">finalizzato al finanziamento di spese per attività di Ricerca e Innovazione e indirizzato principalmente al mondo delle Piccole e Medie Imprese sotto forma di incentivo alla ricerca e allo sviluppo di nuove idee di processo e di prodotto.</span></p><p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"><span style="font-family:&quot;Calibri Light&quot;,sans-serif;mso-ascii-theme-font:major-latin; mso-hansi-theme-font:major-latin;mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-theme-font:minor-bidi">Il progetto si inserisce all’interno dell’Asse Prioritario 1 “Innovazione ed Economia della Conoscenza” del Programma Operativo Regionale 2007/2013 delle Marche. </span><span style="font-family: &quot;Calibri Light&quot;,sans-serif;mso-ascii-theme-font:major-latin;mso-hansi-theme-font: major-latin;mso-bidi-theme-font:major-latin">L’obiettivo globale dell’Asse Innovazione ed Economia della Conoscenza è da individuarsi nel miglioramento della competitività del complesso produttivo attraverso un sostegno mirato e selettivo al sistema regionale della ricerca industriale e dell’innovazione nelle PMI.<o:p></o:p></span></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;background:white"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Calibri Light&quot;, sans-serif; background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;">La tematica dell’Innovazione e della </span><span style="font-size:11.0pt;font-family:&quot;Calibri Light&quot;,sans-serif;mso-ascii-theme-font: major-latin;mso-hansi-theme-font:major-latin;mso-bidi-theme-font:major-latin">Ricerca rappresenta il cardine della strategia dell'UE per favorire la crescita e creare occupazione anche nella nuova programmazione 2014/2020. L’obiettivo è la creazione di 3,7 milioni di posti di lavoro, con un correlato aumento annuo del PIL di circa 800 miliardi di euro, attraverso l’incremento al 3% del PIL degli investimenti in R&amp;S (1% di finanziamenti pubblici, 2% di investimenti privati).&nbsp;</span><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Calibri Light&quot;, sans-serif; background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;">E’ sempre più evidente come la competitività</span><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Calibri Light&quot;, sans-serif;"> delle imprese sia strettamente legata alla capacità innovativa delle stesse. Dai dati raccolti in merito al progetto e dalle interviste effettuate è emerso che i fondi ricevuti hanno permesso all'azienda di sviluppare un'innovazione di processo avvicinando e mettendo in relazione in tempo reale due team di lavoro dislocati in aree geografiche diverse (ideatori e disegnatori in Italia e animatori in Nord-Corea).&nbsp;</span></p><p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;background:white"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Calibri Light&quot;, sans-serif;">Siamo nel 2012, periodo in cui internet è già ampiamente sviluppato ma non risulta ancora così immediata e soprattutto conveniente, causa gli elevati costi,&nbsp; la possibilità di collaborare in tempo reale&nbsp; e in contemporanea su uno stesso progetto lavorativo. I 200.000 € di fondi ricevuti dalle politiche di coesione hanno consentito all'azienda di realizzare un sistema informativo aziendale innovativo in grado di rispondere a questo obiettivo di collegamento diretto tra i due team di lavoro.</span></p><style type="text/css"></style>