Validato

CEDA Centro di Educazione e Documentazione Ambientale "Pio La Torre" ed Isola Ecologica

standard

Codice Unico Progetto (CUP)
D18G11002260006
Descrizione del progetto monitorato
Dal sito OpenCoesione si evincono le peculiarità di questo progetto che prevede come priorità l’inclusione sociale e i servizi per la qualità della vita e l'attrattività territoriale. L’OBIETTIVO GENERALE è quello di promuovere una società inclusiva e garantire condizioni di sicurezza al fine di migliorare, in modo permanente, le condizioni di contesto che più direttamente favoriscono lo sviluppo. Ciò ben si coniuga con quello che è l’OBIETTIVO SPECIFICO, ed in particolare garantire migliori condizioni di sicurezza a cittadini e imprese contribuendo alla riqualificazione dei contesti caratterizzati da maggiore pervasività e rilevanza dei fenomeni criminali. Promuovere e diffondere dunque, la legalità.
Giudizio sintetico sul progetto monitorato
In corso e procede bene
Stato di avanzamento del progetto monitorato sulla base delle informazioni raccolte
Il progetto è concluso. Le visite da noi effettuate hanno evidenziato l’efficienza e la rispondenza allo scopo prefissato.
Risultato del progetto monitorato (se il progetto è concluso, quali risultati ha avuto?)
L’isola ecologica ha rappresentato il primo baluardo della consapevolezza della coscienza civica dei cittadini.
Punti di forza (cosa ti è piaciuto del progetto monitorato?)
Siamo stati entusiasti del percorso realizzato in primo luogo perché, per la prima volta, abbiamo monitorato da protagonisti un progetto, in secondo luogo perché abbiamo avuto modo di interagire con organi istituzionali, che hanno dipanato i nostri dubbi e nel contempo perché abbiamo toccato con mano, che il nostro territorio sta a cuore a tutti e ognuno si sta adoperando, a piccoli passi, per raggiungere traguardi che fino a qualche decennio fa erano utopie.
Debolezze (difficoltà riscontrate nell'attuazione/realizzazione del progetto monitorato?)
Nessuna difficoltà si è evidenziata che non sia stata immediatamente risolta dagli attuatori.
Rischi futuri per il progetto monitorato
Se la volontà rimane quella di far rifiorire la nostra Terra riteniamo che non ci siano rischi. E’ importante però che non si abbassi la guardia, che continuino tutte le iniziative positive intraprese sia per inculcare il senso civico nei cittadini che per migliorare il territorio, troppo spesso per il passato, dilaniato da loschi interessi.
Soluzioni ed idee da proporre per il progetto monitorato
Riteniamo che il progetto sia stato realizzato con successo da persone serie e competenti, da persone determinate che hanno creduto nel territorio e si sono adoperate per cambiare la mentalità di un popolo annientato da individui corrotti, corruttori e corruttibili e che hanno seminato il germe della legalità, del senso civico e della libertà. Proponiamo pertanto che si elaborino e realizzino progetti nell’interesse della collettività, con la partecipazione attiva dei cittadini e magari, creando posti di lavoro per disoccupati ed inoccupati. Un grande contributo potrebbe essere dato dal contatto continuo tra scuole e Istituzioni.
Come hai raccolto le informazioni
visita diretta
Come hai raccolto le informazioni
Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
Come hai raccolto le informazioni
Raccolta di informazioni via web
Come hai raccolto le informazioni
Intervista con responsabili del progetto
Come hai raccolto le informazioni
Intervista con altre tipologie di persone
Come hai raccolto le informazioni
Raccolta di informazioni presso il soggetto attuatore
Chi è stato intervistato? Che ruolo ha la persona nel progetto? (es. gestore, funzionario comunale, cittadino informato….)
La prima intervista è stata realizzata al dott. Antonio Papa sindaco di Santa Maria la Fossa, poi abbiamo intervistato il dott. G. Allucci, A.D. di Agrorinasce, soggetto attuatore del progetto. Entrambi sono stati molto esaustivi ed anche pazienti nell’accogliere un buon numero di giovani esuberanti e desiderosi di sparare a raffica numerosi quesiti per avere contezza di quanto era stato visionato.
Link a video (es. YouTube)
Domande agli intervistati
1)In un territorio in cui l’espressione “raccolta differenziata” era completamente sconosciuta alla maggior parte della popolazione, quali strumenti ha utilizzato per sensibilizzare ed educare i cittadini a differenziare i rifiuti? In caso di necessità è ricorso all’applicazione di sanzioni? (Dott. Antonio Papa sindaco di Santa Maria la Fossa, Comune che ospita il progetto monitorato) 2)Dai dati in nostro possesso risulta che la percentuale dell’anno 2017 è pari al 63,81%, ma inferiore alla soglia del 65% prevista dalla normativa nazionale, pertanto quale strategia utilizzerete per conseguire e magari superare la fatidica soglia prevista per legge? (Dott. Antonio Papa sindaco di Santa Maria la Fossa, Comune che ospita il progetto monitorato) 3) Qual è la procedura per accedere ai fondi comunitari? Una volta ottenuto il finanziamento, le somme sono corrisposte periodicamente, con regolarità? Se sono fondate le notizie relative alla diminuzione di fondi destinati alle regioni del Mezzogiorno, quale soluzione ritiene possa essere utile? (Dott. G. Allucci, A.D. di Agrorinasce, soggetto attuatore del progetto)
Risposte degli intervistati
1)Dott. Antonio Papa sindaco di Santa Maria la Fossa, Comune che ospita il progetto monitorato “Gli strumenti per sensibilizzare ed educare la popolazione sono stati: l’informazione, partendo dalle scuole elementari, il porta a porta periodico per la sensibilizzazione degli adulti e l’aumento dei controlli sul territorio. Si è ricorso a sanzioni in caso di irregolarità nella differenziazione dei rifiuti applicando il regolamento comunale; ciò in seguito alle verifiche effettuate dagli ispettori ambientali, dagli addetti alla raccolta e dalla polizia municipale.” 2)Dott. Antonio Papa sindaco di Santa Maria la Fossa, Comune che ospita il progetto monitorato) “Pur essendo la percentuale di raccolta differenziata dell’anno 2017 pari al 63,81%, quindi un punto al di sotto della soglia prevista dalla legge, ci si può ritenere soddisfatti. Nonostante questo, ovviamente, si cercherà di superarla aumentando la videosorveglianza sul territorio, i controlli ed il percorso di educazione ambientale già intrapreso.” 3) Dott. G. Allucci, A.D. di Agrorinasce, soggetto attuatore del progetto “Agrorinasce nel 2011 ha preparato e presentato il progetto finanziato dal Programma Operativo Nazionale per lo sviluppo del Mezzogiorno. Dopo l’istruttoria è stato ottenuto il decreto di finanziamento a seguito del quale sono state avviate le procedure di evidenza pubblica per la progettazione esecutiva e, successivamente, per l’individuazione delle ditte a cui affidare i lavori e la fornitura degli arredi e delle attrezzature. Le somme sono state erogate in funzione del regolamento comunitario ma anche della tipicità del finanziamento. Si è soggetti a controlli preventivi sui contratti, sulle procedure, sulle persone individuate per l’esecuzione del progetto e sulle fatture emesse. Quindi, i tempi sono sempre variabili e se ci sono intoppi si allungano; ciò anche in funzione della disponibilità di fondi da parte del Ministero. Se diminuiranno i fondi destinati al Mezzogiorno sarà un problema, per cui, una soluzione potrebbe essere quella di coinvolgere, eventualmente, il settore privato o reperire altri finanziamenti derivanti da fondi per la valorizzazione dei beni confiscati, che sono in continuo aumento.”