Mastio della Cittadella

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Codice Unico Progetto (CUP)
C14B09000020004
Descrizione del progetto monitorato
<div><font color="#333333"><font face="Lato, sans-serif">La cittadella di Torino (<i>sitadela 'd Turin</i> in piemontese) è stata una fortezza pentagonale sabauda, ubicata lungo l'antica cinta muraria di Torino, posta a sud-ovest rispetto al centro cittadino. <br>Eretta nel periodo 1564-1577, su disegni di Paciotto, fu commissionata dal Duca Emanuele Filiberto. Attualmente, dell'antica fortificazione sopravvive solamento il cosiddetto Mastio, ossia l'edificio di ingresso a due piani della fortezza stessa.<br>L'edificio, a causa delle elevate condizioni di degrado dei vari componenti architettonici e strutturali, è solo parzialmente utilizzato quale sede del Museo Nazionale di Artiglieria e, occasionalmente, come sede di mostre estemporanee (esempio World Press Foto e "Senzatomica"). Il Museo è attualmente gestito dal Comando Militare RCF Interregionale Nord dell'Esercito Italiano, in qualità di proprietario delle collezioni e gestore dell'attività museale, tuttavia il proprietario titolare risulta essere il Comune di Torino, avendo ricevuto il sito da parte del demanio. &nbsp; <br>Il progetto di monitoraggio ha visto come obiettivo quello di capire la realtà del sito in oggetto, quali potenzialità e risorse esso possa rappresentare per la cittadinanza, sia in termini di attrattività turistica, sia per la storia dell'evoluzione urbanistica della città. La comprensione dell'impatto del finanziamento sul territorio, soprattuto di quello fornito dall'Unione Europea attraverso il F.E.S.R., si è rivelato un obiettivo importante, per capire se esso sia ritornato alla città in termini di attrazione turistica, con l'utilizzo della promozione culturale orientata allo sviluppo della dinamica economica imprenditoriale circostante.<br>La struttura viene considerata come l'insieme di due parti da ristrutturare: la parte cinquecentesca del Mastio è stata completata e recuparata con successo per la predisposizione a parte museale; il "Padiglione '61", la cui ristrutturazione viene considerata parte fondamentale del progetto di riqualificazione, non è stato ancora totalmente ristrutturato, a causa della mancanza di una parte del finanziamento regionale. Tale spazio sarebbe stato dedicato alla parte di <i>museum services, </i>che tuttora manca e che impedisce l'apertura del polo museale vero e proprio.<i> </i></font></font><font face="Lato, sans-serif" color="#333333"><span style="font-size: 14px; letter-spacing: 0.5px;"><br></span></font><br><font face="Lato, sans-serif" color="#333333"><span style="font-size: 14px; letter-spacing: 0.5px;"></span></font><div><span style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: Lato, sans-serif; font-size: 14px; letter-spacing: 0.5px; background-color: rgb(255, 255, 255);"><br></span></div><div><br></div></div>
Giudizio sintetico sul progetto monitorato
Bloccato
Stato di avanzamento del progetto monitorato sulla base delle informazioni raccolte
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;, serif; font-size: 13.5pt;">L’edificio del Mastio della Cittadella è stato consegnato dal demanio alla proprietà del Comune di Torino, il quale lo ha poi dato all’esercito in uso come museo dell’artiglieria. Nel periodo della ristrutturazione, la gestione è tornata al Comune, il quale ha pensato di utilizzarlo nel periodo di uso frutto come sede per le mostre. Il materiale espositivo presente nel museo è stato trasferito in un’altra sede nel periodo di ristrutturazione (Caserma Amione-Piazza Rivoli).&nbsp; Dal 2015 il Mastio della Cittadella, che comprende il Museo dell'artiglieria risulta chiuso (anche in data odierna 18/05/2018).</span><span style="font-size:13.5pt;line-height:107%;font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;">Il costo pubblico complessivo impiegato nella ristrutturazione della struttura ammonta a 3.123.705,24€, di cui l' Unione Europea ha stanziato 988.840€, il Fondo di Rotazione (Co-finanziamento Nazionale) 1.151.523€, la Regione 358.601€ ed infine anche altre fonti pubbliche per 624.741€. I pagamenti sono stati effettuati progressivamente a partire dal 2008 per concludersi nel 2013, mentre i lavori di ristrutturazione hanno avuto inizio nel 2008 e si sono conclusi nel 2010.</span></p><p class="MsoNormal"><br></p><p class="MsoNormal"><span style="font-size:13.5pt;line-height:107%;font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;"><br></span></p><p class="MsoNormal"><span style="font-size:13.5pt;line-height:107%;font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;"><br></span></p><p class="MsoNormal"><br></p><div><br></div><div><br></div>
Risultato del progetto monitorato (se il progetto è concluso, quali risultati ha avuto?)
Il sopralluogo esterno ha trovato la firma dell'Unione Europea sull'edificio: il contributo dei fondi europei si è rivelato essenziale ai fini del progetto di restauro che tuttavia non è riuscito a trovare compimento per cause terze. Attraverso la nostra comunicazione del progetto sui social è emersa chiaramente la lacuna nella diffusione di infomazioni sul Mastio. Le interviste si sono rivelate utili per comprendere l'impatto dei fondi sul territorio.<br>
Punti di forza (cosa ti è piaciuto del progetto monitorato?)
L' incontro con i dirigenti dell' Area Cultura della Città di Torino si è dimostrato stimolante, grazie anche la cordialità e la disponibilità dimostrata. Essi hanno contribuito in maniera determinante alla realizzazione e completamento del nostro percorso di monitoraggio, fornendoci informazioni essenziali per la comprensione della realtà del sito.<br>Il progetto ci ha permesso di scoprire una struttura antica ubicata nel centro di Torino, rivalorizzata anche grazie i Fondi Europei. Il progetto futuro per il Mastio prevede che diventi la porta d' ingresso del circuito museale che vede coinvolti oltre il Museo dell' Artiglieria ciò che rimane ubicato sotto la superficie ( molte costruzioni storiche, tra cui le gallerie rimaste nell'area sotterranea ). <br>La necessità del confronto con la città ha spinto a ripensare il Mastio come perno di un sistema museale le cui componenti future saranno: il "Pastiss", i reperti archeologici del parcheggio sotterraneo Galileo Ferraris, il Museo Pietro Micca, il Museo Nazionale dell' Artiglieria e dei sistemi difensivi della città. Il Mastio diventa in questo modo museo di se stesso e della storia della città di Torino in termini più generali, ripercorrendo l' evoluzione dell' assetto urbanistico legato al Mastio della Cittadella.<br><br>
Debolezze (difficoltà riscontrate nell'attuazione/realizzazione del progetto monitorato?)
L' edificio è poco conosciuto e frequentato dagli stessi cittadini torinesi, come confermano alcune indagini effettuate sul territorio circostante. In tal senso gli obiettivi iniziali per cui sono stati stanziati i fondi, aumentare l'attrattività turistica e promuovere lo sviluppo economico dell'area circostante, non sono ancora stati raggiunti. Da quanto è emerso dall'intervista con il dott. Benedetto, il Padiglione Italia '61, il cui rifacimento totale era componente fondamentale del progetto di recupero, non è stato ancora completamente ristrutturato. La causa principale è determinata dall'assenza di parte del finanziamento necessario. Tale spazio sarebbe stato dedicato alla parte di "museum services" che tuttora manca e impedisce l'apertura del polo museale come concepito da progetto. <br>
Rischi futuri per il progetto monitorato
L'inutilizzo prolungato dell'edificio, anche se solo parzialmente accessibile, comporterebbe il rischio di degrado perchè esposto ad atti vandalici e al deterioramento degli impianti. Questi fattori trasmettono un messaggio negativo alla cittadinanza che vedono nel mancato utilizzo della struttura uno spreco di denaro pubblico e risorse. <br>
Soluzioni ed idee da proporre per il progetto monitorato
Per aumentare la visibilità del museo sarebbe consigliabile migliorare la grafica, l'efficienza comunicativa del sito web. Per tanto sarebbe opputuno la creazione di pagine sui social media e di un punto informativo dedicato esclusivamente al Mastio.<br>
Come hai raccolto le informazioni
Intervista con gli utenti/beneficiari dell'intervento
Come hai raccolto le informazioni
Intervista con responsabili del progetto
Come hai raccolto le informazioni
Raccolta di informazioni presso il soggetto attuatore
Come hai raccolto le informazioni
Raccolta di informazioni via web
Come hai raccolto le informazioni
visita diretta
Chi è stato intervistato? Che ruolo ha la persona nel progetto? (es. gestore, funzionario comunale, cittadino informato….)
Abbiamo intervistato telefonicamente il Dott. Marco Ciari, funzionario del Comune di Torino, il quale ci ha fornito un quadro generale sulla situazione e ci ha indirizzato per avere informazioni più approfondite al Dott. Stefano Benedetto, dirigente dell'Area Cultura e la Dott.ssa Annalisa Besso. Inoltre, abbiamo avuto modo di intervistare il proprietario del bar più vicino al Mastio per avere informazioni sull'impatto economico nell'area cisrcostante.<br>
Link alle fonti utilizzate per il report
Domande agli intervistati
<font color="#333333"><font face="Lato, sans-serif">Tra le varie domande poste ai referenti, vengono riportate di seguito le più significative:<br>1) La concessione operata da parte del Comune in favore del Comando Militare può giovare alla città in termini di impatto socio-economico? Nel quadro della valorizzazione del territorio, è stata posta in essere la dimensione di promozione culturale per lo sviluppo di una dinamica economica imprenditoriale?<br>2) Nel quadro di riferimento del circuito museale di Torino, quale prospettiva ha assunto il Comune per inglobare il sito in questione in tale rete? Il sito è stato sufficientemente promosso e pubblicizzato per far sì che l’impatto dei finanziamenti possa essere ritornato alla città in termini di attrazione turistica?<br>3) Nella panoramica dei fondi utili al progetto di ristrutturazione del sito, il finanziamento proveniente dai fondi F.E.S.R si è rilevato essenziale o complementare a quello impiegato dall’Amministrazione Regionale e Comunale? Con quale modalità e con quali criteri è stata effettuata la suddivisione dei fondi europei? Esiste un segno tangibile e visibile della presenza dell’UE?</font></font><br><span style="font-size:14.0pt;line-height:107%;mso-fareast-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Calibri"><span style="mso-list:Ignore"><span style="font:7.0pt &quot;Times New Roman&quot;"></span></span></span><!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 10]> <style> /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]-->
Risposte degli intervistati
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;line-height:107%">La costruzione che comprende il Mastio della Cittadella presentava problemi di statica per cui erano necessari interventi radicali per permettere la stessa sopravvivenza dell’edificio e garantirne la salvaguardia come unica testimonianza della Cittadella.</span></p> <p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;line-height:107%">La struttura viene considerata come l’insieme di due parti da ristrutturare:</span></p> <p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;line-height:107%">1) la parte cinquecentesca del Mastio è completa e i lavori di ristrutturazione sono stati completati, al fine della predisposizione a parte museale;</span></p> <p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;line-height:107%">2) il Pad. Italia ’61, il cui rifacimento totale era componente fondamentale del progetto di recupero, non è stato ancora completamente ristrutturato, a causa dell’assenza di parte del finanziamento necessario. Tale spazio sarebbe stato dedicato alla parte di <i style="mso-bidi-font-style:normal">Museum Services</i> che tuttora manca e che impedisce l’apertura del polo museale come concepito da progetto. </span></p> <p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;line-height:107%">Tale suddivisione in due parti del luogo si è rispecchiata anche nella divisione dei lotti di intervento: il primo lotto, che prevedeva la ristrutturazione della parte cinquecentesca, è stato completato; il secondo lotto, invece, prevedeva il recupero del Pad. Italia ’61. Tra questi due momenti è subentrato anche il lotto 1 bis, che ha visto l’interruzione dell’apertura del sito a causa dei lavori e che ha dato vita ad una serie di problemi. Infatti, una volta terminati i lavori, al Comune sono pervenute molte richieste da parte di associazioni o enti che richiedevano la possibilità di utilizzare lo spazio museale per eventi. Tuttavia, mancando la parte dei servizi propri di un museo, l’apertura è stata posticipata. La necessità dell’apertura del sito si riscontra anche in alcuni problemi emersi con l’inutilizzo dopo che i lavori sono terminati. Vandalismo e incuria trasmettono segnali di spreco di denaro pubblico e di degrado, dando un messaggio negativo alla cittadinanza. </span></p> <span style="font-size:12.0pt;line-height:107%;font-family:Calibri;mso-fareast-font-family: &quot;Times New Roman&quot;;mso-bidi-font-family:&quot;Times New Roman&quot;;mso-ansi-language: IT;mso-fareast-language:EN-US;mso-bidi-language:AR-SA">E’ stata indetta una tavola rotonda che ha visto la presenza di vari soggetti: Amministrazione Militare, l’amministrazione del Museo Pietro Micca, l’associazione “Amici del Museo Pietro Micca”, l’associazione “Amici del Museo di Artiglieria”, il CESRAM e la sovraintendenza per la tutela, oltre ai rappresentanti e dirigenti dell’Area cultura del Comune di Torino. La necessità di dialogo con il territorio ha spinto a ripensare il Mastio come perno e porta d’ingresso di un percorso museale futuro, comprendente non solo lo storico Museo di Artiglieria, ma anche i reperti archeologici ritrovati durante gli scavi del parcheggio sotterraneo di C.so Galileo Ferraris e il collegamento con il Museo Pietro Micca, oltre che alle strutture interne che rimangono non visibili in superficie. </span><!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 10]> <style> /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]-->