Validato

PARCO ARCHEOLOGICO DI SIBARI MUSEALIZZAZIONE E SISTEMAZIONE ESTERNA DELL'AREA ARCHEOLOGICA DENOMINATA "CASA BIANCA

Report di monitoraggio civico

Codice Unico Progetto (CUP)
F11B15000790007
Descrizione del progetto monitorato
Obiettivo del progetto: qualificare l’area archeologica di Sibari per una maggiore fruizione dei beni culturali in modo da aumentare il numero dei visitatori, incrementare il livello di attrattività del territorio di Cassano allo Jonio e determinare una maggiore crescita economica. Il progetto si avvale della collaborazione scientifica tra il Polo Museale e la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, e si sta concretizzando con la ripresa dell’indagine archeologica del sito che potrebbe fornire nuovi elementi da aggiungere alla conoscenza del luogo. Gli interventi di restauro e valorizzazione finanziati per questa area includono, infatti, attività di scavo, restauro ed integrazione delle strutture individuate ed opere di messa in sicurezza per la loro fruizione. Poiché il patrimonio culturale è un diritto di tutti, verranno realizzati accessi e percorsi privi di barriere architettoniche. È prevista, inoltre, la costruzione di recinzione di confine dei sistemi di videosorveglianza. Ma quali sono stati i motivi che hanno ritardato la valorizzazione e la completa fruizione del sito per permettere ai residenti e ai visitatori del luogo di ammirarlo in tutta la sua bellezza storica, artistica e culturale? Da alcuni stralci tratti dagli Atti del Convegno sulla Magna Grecia di Taranto del 1994, si evince che la ricerca archeologica cominciò a Sibari nel lontano 1879, quando sotto la direzione dell'ing. F.S. Cavallari, direttore del Museo di Siracusa, venne alla luce la necropoli ellenistica di Thuri. In seguito, numerose indagini si sono susseguite nel tempo fino ad arrivare nel 1932 quando, U. Zanotti Bianco, con l'ausilio della Società di Bonifica di Sibari, condusse degli scavi in località Parco del Cavallo, ritrovando una testa arcaica in pietra tenera della metà del VI secolo a.C., che fu definita «il primo vagito della misteriosa Sibari arcaica». Gli interventi di indagine successivi, realizzati principalmente negli anni sessanta e settanta, confermarono sempre una regolare successione stratigrafica di ceramica romana, ellenistica ed attica, fino al « sybaritic stratum » ricco di frammenti arcaici. In particolare, le cinque campagne di scavo condotte tra il 1969 ed il 1974 nei siti di Parco del Cavallo, Stombi, Casa Bianca, S. Mauro e Prolungamento Strada, confermarono la presenza dei tre insediamenti di Sibari, Thuri e Copia - parzialmente sovrapposti - in una ininterrotta continuità di vita che va dall'VIII secolo a.C. al VI d.C.. Il progetto monitorato è finalizzato alla creazione di un importante polo di visita per il pubblico che si reca in visita al Parco Archeologico di Sibari. Rispetto alle altre aree aperte al pubblico, Casa Bianca offre al visitatore la possibilità di osservare strutture appartenenti sia alla città di età classica/ellenistica sia all'età romana. In particolare, la recente scoperta delle mura della città ellenistica, obliterate in età romana, offre al pubblico l'opportunità di cogliere la complessità della sovrapposizione tra la città greca e romana. Molte sono le problematiche relative al degrado e alla gestione dell'area. Casa Bianca sorge ad un livello inferiore al piano della falda idrica e, pertanto, è necessario un sistema di pompe che provvede all'abbassamento della falda dell'acqua sotto al piano delle strutture. Il sistema di well-points, attivo 24/24h, è soggetto a saltuari malfunzionamenti, dovuti anche alle condizioni metereologiche che causano periodici innalzamenti del livello dell'acqua all'interno dell'area archeologica. Le strutture sono, pertanto, sottoposte ad uno stress dovuto alla presenza dell'acqua. L’umidità favorisce la crescita di vegetazione che, con il proprio apparato radicale, danneggia le strutture e provoca la erosione del terreno incoerente su cui poggiano le strutture di età tarda. I ripetuti cicli di asciutto/bagnato che interessano l’area favoriscono, inoltre, attraverso fenomeni di disgregazione della pietra, il degrado dei blocchi di calcarenite delle strutture di età ellenistica. I problemi legati alla valorizzazione delle strutture archeologiche sono, invece, dovuti sia allo stato di frammentarietà delle murature, sottoposte nel tempo ad un intenso e sistematico spoglio, sia alla sovrapposizione di strutture di epoca diversa, esito dell'azione di scavo che mette a vista strutture appartenenti a periodi precedenti. È importante, allora, restituire al pubblico una immagine leggibile, sia attraverso azioni di comunicazione della complessità archeologica del sito sia attraverso puntuali interventi di integrazione delle lacune. Gli interventi fino ad oggi realizzati hanno prodotto molti risultati positivi. I nuovi interventi di restauro e valorizzazione proposti riguardano: • Operazioni di scavo archeologico per completare la conoscenza del sito e fornire informazioni più complete al pubblico • Restauro delle strutture antiche • Integrazioni delle murature antiche per favorire la leggibilità del complesso architettonico del luogo • Opere di messa in sicurezza con lo scopo di migliorare la fruibilità e le condizioni di sicurezza del parco archeologico • Interventi di valorizzazione da eseguire al museo volti al potenziamento dell'apparato didattico all'interno del Museo: realizzazione di filmati, allestimento di pannelli tradizionali con testi tradotti in Inglese e in braille e allestimento di didascalie per le opere esposte al Museo.
Giudizio sintetico sul progetto monitorato
In corso e procede bene
Stato di avanzamento del progetto monitorato sulla base delle informazioni raccolte
I lavori sono in corso di esecuzione e sono poco oltre la metà della realizzazione. Il progetto si sta svolgendo e articolando con le tempistiche previste, verrà rispettato sostanzialmente e non si potranno avere aumenti di spesa oltre alle risorse previste. Alcuni aggiustamenti per situazioni emerse durante l'esecuzione dei lavori (anche allagamenti nel periodo autunnale) hanno comportato qualche variazione di dettaglio.
Risultato del progetto monitorato (se il progetto è concluso, quali risultati ha avuto?)
Per quanto riguarda la fruizione non vi è uno specifico settore che deve essere aperto. I lavori sono finalizzati non tanto alla esecuzione di ulteriori scavi quanto alla valorizzazione di quanto già scavato e rinvenuto in interventi precedenti. Prevedono la realizzazione di percorsi di accesso per diversamente abili, pannelli per ipovedenti, pannellistica in generale. Prevedono anche alcuni restauri e la sistemazione di alcuni tratti di scarpate più rovinate. Le tre città sovrapposte nei secoli sono visibili e le varie fasi saranno dettagliate nella pannellistica.
Punti di forza (cosa ti è piaciuto del progetto monitorato?)
I punti forza del progetto sono da ricercarsi nella valorizzazione intesa come possibilità di visita e di comprensione dei resti e dei reperti archeologici nell'area di Casa Bianca e nel Museo. La realizzazione delle opere in corso consentirà ad un numero maggiore di potenziali visitatori di poter accedere al sito con più facilità. Per il territorio ciò determinerà un maggiore flusso di visitatori che potrà essere ancora maggiore se accompagnato da proposte turistiche adeguate, oltre che nel settore culturale, anche nei settori: ristorazione e itinerari gastronomici, accoglienza, itinerari naturalistici e itinerari afferenti ad aspetti culturali/religiosi.
Debolezze (difficoltà riscontrate nell'attuazione/realizzazione del progetto monitorato?)
Nonostante la sua importanza dal punto di vista archeologico e storico, Sibari, purtroppo, si trova in una posizione geografica decentrata rispetto ai principali flussi turistici nazionali e internazionali.
Rischi futuri per il progetto monitorato
I rischi futuri sono legati agli alti costi che il mantenimento del sito comporta: il costante emungimento con le pompe well point, lo sfalcio dell'erba e la manutenzione dei resti murari rinvenuti, la vigilanza sull'area purtroppo potenzialmente soggetta a visite di tombaroli e scavi clandestini.
Soluzioni ed idee da proporre per il progetto monitorato
L'area di Casa Bianca non è stata ancora tutta messa in luce ed, inoltre, cosa non meno importante, non è in totale sicurezza. Devono essere organizzate e risolte in maniera ancor più efficiente le problematiche relative alla presenza di acqua di falda che, senza il costante emungimento delle pompe, sommergerebbe gli scavi. Devono essere migliorati gli aspetti relativi alla sicurezza: impianti di sorveglianza con telecamere, miglioramento dell'illuminazione notturna (solo avviata con l'intervento in corso), ulteriori protezioni con recinzioni ed altre opere connesse.
Come hai raccolto le informazioni
visita diretta
Come hai raccolto le informazioni
Raccolta di informazioni via web
Come hai raccolto le informazioni
Intervista con responsabili del progetto
Chi è stato intervistato? Che ruolo ha la persona nel progetto? (es. gestore, funzionario comunale, cittadino informato….)
Dott. Giancarlo Del Sole, collaboratore alla progettazione
Domande agli intervistati
1. Come sta procedendo il progetto e qual è il suo stato di avanzamento? 2. Quali sono gli aspetti da migliorare? 3. Quali nuovi progetti possono essere proposti per proseguire l'attività e cambiarla in meglio?
Risposte degli intervistati
1. Il progetto in corso è oltre la metà della realizzazione e sta rispettando le tempistiche e gli standard di qualità proposti all'inizio dei lavori 2. Devono essere migliorati gli aspetti relativi alla sicurezza: impianti di sorveglianza con telecamere, miglioramento dell'illuminazione notturna (solo avviata con l'intervento in corso), ulteriori protezioni con recinzioni ed altre opere connesse 3. Nuovi progetti relativi alla messa in sicurezza e alle problematiche della presenza di acqua di falda
Allegati